California come la Grecia: una serie di incendi violenti hanno ucciso almeno 6 persone, distrutto circa 500 edifici e, finora, si contano 9 dispersi e 38mila sfollati.
California che brucia. Si aggrava, quindi, il bilancio dei morti causati dagli incendi boschivi che da giorni stanno devastando la California.

Tra le vittime anche due bambini piccoli e la loro nonna 70enne. I tre erano dispersi da giovedì, da quando il fuoco aveva distrutto la loro casa. Erano rimasti intrappolati fra le fiamme. Deceduti anche due Vigili del fuoco.

Il violento incendio, chiamato “Carr Fire”, è divampato lunedì in seguito a un guasto meccanico ad un veicolo nella Whiskeytown National Recreation Area. Complici le elevate temperature, le fiamme sono divampate velocemente, arrivando a coprire un’area di 327 chilometri quadrati. Un’estensione quasi pari alla città di Philadelphia.

Al momento, comunicano le autorità, solo il 5% dell’incendio è contenuto. Per cercare di domare le fiamme sono stati dispiegati 1.750 pompieri e 10 elicotteri.

Le fiamme stanno colpendo principalmente la città di Redding, di 90mila abitanti. Emergenza anche in alcune aree della Napa Valley, dove si produce il celebre vino californiano.
La città di Redding lambita dalle fiamme (Photo Credits: www.foxnews.com)Nei giorni scorsi si è poi decisa la chiusura parziale del famoso parco nazionale, lo Yosemite Park, nella zona centrale dello Stato.

“L’incendio è molto pericoloso e si muove distruggendo tutto quello che trova sulla sua strada” affermano le autorità, sottolineando come il vento e le elevate secche temperature, in alcune aree fino a 45 gradi, stanno complicando il lavoro dei Vigili del fuoco.

Il Presidente Donald Trump ha dichiarato lo stato di emergenza in California. Inoltre “ha ordinato l’assistenza federale per integrare gli sforzi di risposta dello Stato a causa delle condizioni di emergenza”.
Patrizia Cicconi





