Esteri

Canarie, l’eruzione del vulcano a La Palma, la lava avanza ancora: rischio gas tossici

La lava avanza a La Palma, l’isola delle Canarie da giorni minacciata dall’eruzione del vulcano: una lunga scia di fuoco, fino a 12 metri di altezza, procede lasciandosi dietro distruzione con oltre 300 edifici e più di 150 ettari ormai sepolti. E mentre è fallito il tentativo di erigere una barriera per salvare il centro abitato di Todoque – con 1.300 abitanti evacuati – scatta anche l’allarme per il pericolo di gas tossici. A cominciare dall’anidride solforosa che il cratere del Cumbre Vieja sta buttando fuori.

Non è il valore quanto l’affezione a spingerci a recuperare qualsiasi oggetto ci appartenga. A La Palma, popolata da quasi 85 mila abitanti, persino un vaso, un letto, una bicicletta possono dare conforto. L’eruzione di domenica scorsa si è trasformata in tragedia. Non ci sono morti né feriti perché la lava fuoriuscita dal vulcano Cumbre Vieja prosegue lentamente la sua discesa verso la costa – spostandosi a 700 metri orari – concedendo l’opportunità di scappare. È solo questione di tempo, ma al passaggio le colate laviche inghiottono inesorabilmente tutto quello che trovano. Case, chiese, strade, campi coltivati, sogni e sforzi di una vita: i danni alle Canarie sono enormi, quantificati in oltre 400 milioni di euro. Il bilancio provvisorio conta 185 edifici distrutti, 63 dei quali abitazioni.

E la discesa del flusso lavico nessuno può fronteggiarla, è troppo tardi. La lava “scende verso il mare e non si può fare nulla. C’è totale impotenza di fronte a questo flusso che spazza via tutto sul suo cammino (…) e porterà via altre case”, ha avvertito il presidente della regione delle Isole Canarie Angel Victor Torres. Gli sfollati sono 6.100 persone, tra cui 400 turisti “rimossi dalle aree a rischio” e stabiliti a Tenerife. Preoccupano eventuali gas tossici che si sprigioneranno quando la lava entrerà a contatto con l’Oceano.

Back to top button