Un nuovo film con Isabelle Huppert, ispirato a una pellicola messicana degli Anni ’40 e al surrealismo, è quanto rivela Dario Argento, a Cannes per la presentazione nella sezione Cannes Classics del restauro di Metti, una sera a cena (1969). Scopriamo insieme le confessioni di uno dei registi più importanti del secolo. Si parla a Cannes di cinema, di vecchi ricordi, di futuro…
Metti una sera a cena
Dario Argento, 85 anni, ieri era a Cannes per accompagnare il restauro a cura del CSC di Metti, una sera a cena (1969), film che ha sceneggiato con lo stesso regista e con la collaborazione di Carlo Carunchio. Metti, una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi – che nella sua versione restaurata dal Centro Sperimentale di Cinematografia sarà a breve distribuito in Francia in sala – è un titolo che in qualche modo ha segnato una svolta nella vita di Dario Argento. Si tratta dell’ultima sceneggiatura firmata prima del passaggio alla regia. In questo film il Maestro dell’horror aveva anche conosciuto Tony Musante, tra i protagonisti insieme a Florinda Bolkan, che sarà poi l’interprete principale del suo esordio alla regia, L’uccello dalle piume di cristallo (1970).

Ricordi dal set
Il film arriva nella sua carriera dopo aver firmato il soggetto di C’era una volta il West: “Sergio Leone era amico di Patroni Griffi e gli spiegò che lui stava per debuttare alla regia cinematografica con un film molto importante, però voleva il consiglio di uno sceneggiatore giovane, qualcuno che potesse dare uno spirito più attuale al film”. Nel ricordare quell’esperienza: “Accettai con contentezza ma con uno spirito un po’ strano, perché era un film che trattava tutto d’amore, dal principio alla fine, e io non ero abituato a fare film d’amore, non li avevo mai fatti, e mai più li feci dopo quel primo”.
Patroni Griffi
Sul rapporto con Patroni Griffi, Dario Argento parla di una certa divergenza di opinioni, che aveva portato all’epoca a non poche discussioni: “Ad esempio – ricorda Argento – io non concepivo assolutamente il personaggio del giovane biondo (Lino Capolicchio) così come è stato messo nel film. I giovani non sono in quel modo, gli dicevo, quelli sono i vecchi. Lui, invece, li immaginava così. Ma nonostante i dissidi alla fine ci fu una grande rappacificazione e tutto andò per il meglio, e il film fu anche un grande successo.”
“Però ricordo anche che Patroni Griffi aveva un grande terrazzo pieno di piante rare – aggiunge – Mi portava ogni tanto fuori e illustrava la storia delle piante, che sono come degli esseri umani, sono viventi. Mi spiegava questa pianta e quell’altra, era bellissimo. È uno dei ricordi più belli della nostra collaborazione.”
Il cinema italiano e la rinascita
Dario Argento ha avuto un problema di salute lo scorso anno ma ora è tornato in forma e ha partecipato alla kermesse francese, parlando della situazione complicata del cinema in Italia: “Il cinema italiano sta attraversando un momento difficile, forse il più difficile della sua storia, sia da punto di vista creativo che dei finanziamenti. Non so come continueranno le cose, ma probabilmente andranno avanti così ancora per qualche anno”. Tuttavia, Argento è positivo sulla possibilità di rinascita: “Ci riprenderemo, però, perché nei giovani c’è ancora un grande spirito creativo”.
Il prossimo film
A 85 anni, Dario Argento non ha perso il desiderio di fare cinema e la prossima primavera lo vedrà a Parigi sul set di un thriller ispirato ad un film messicano degli anni ’40, al fianco di una star del cinema transalpino come Isabelle Huppert. Il prossimo film di Dario Argento sarà uno dei più interessanti della sua carriera, ha assicurato lo stesso regista poco tempo fa. Non resta dunque che attendere i tempi necessari affinché questo progetto prenda vita…





