Musica

Carl Brave al Rock in Roma, il trionfo della romanità

Carl Brave al Rock in Roma, si è esibito ieri sera, 15 luglio.

Dopo aver rimandato per ben due anni, Carlo Coraggio, in arte Carl Brave, e per i fan più affezionati Carletto, ha inaugurato la prima tappa del suo tour proprio sul palco della sua amatissima Capitale.

A presentarlo al pubblico è stato l’attore romano Valerio Desirò, che l’ha celebrato come uno dei figli di Roma, uno di quelli che l’ha cantata e decantata. E in effetti, lo spettacolo a cui abbiamo assistito ieri, è stato un vero trionfo della romanità.

Carl Brave in concerto, il bello di essere romani

A duettare davanti al pubblico, si sono alternati vari ospiti e amici del cantautore, tutti rigorosamente romani.

Il primo a comparire è stato Pretty Solero con cui il rapper ha duettato sulle note di un paio di brani, tra cui “Piazza Trilussa“, estratto dall’ultimo album “Sotto cassa” risalente al 2021.

A seguire, si è esibita Mara Sattei in “Spigoli” lasciando, successivamente, il posto al rapper Gemitaiz, che ha condiviso con Carl Brave il pezzo “Malibù“.

Infine, a grande sorpresa, sono arrivati ad accompagnare, rispettivamente, nei pezzi “Cristo di Rio” e “Posso“, Max Gazzè, e Noemi in “Hoola Hop” e “Makumba“.

Carl Brave al Rock in Roma, ha dato prova di quanto sia cresciuto e maturato artisticamente parlando e con quest’esordio nella sua città natale ha dimostrato con fierezza e con orgoglio, il bello di essere romani.

Immancabili nella scaletta quelle canzoni estremamente celebrative nei confronti di Mamma Roma, con cui si è fatto conoscere dal grande pubblico. Nonostante l’assenza dell’ex partner, Franco126, “Sempre in due“, Tararì Tararà” e “Noccioline” sono state riarrangiate talentuosamente con il supporto della band composta da undici elementi, tra cui percussioni, fiati, basso, batteria, chitarre e tastiere, e animate anche dalle voci dei fan, ovviamente, in visibilio.

Il Rock in Roma di Carl Brave, perché è un’ode?

Questa prima data prevista dalla tourneé di Carl Brave è stata una vera e propria ode alla romanità in quanto ha celebrato più di un’immagine della Città Eterna. Un po’ come faceva Trilussa che omaggiava Roma con le sue poesie raccontando uno spaccato sociale dell’epoca, Carlo Coraggio canta quei simboli che fanno da sempre parte della cultura romana come “il nasone scorre sempre e non la smette“, che continuano a vivere e sopravvivere ai giorni nostri, colorati da quella buffa diatriba tra Roma Nord e Roma Sud, “non fa la romanaccia che sei di Roma Nord“, e che fanno da sfondo alle esperienze di vita di un* qualsiasi giovane roman*, tra gli aromi del kebabbaro e una Smart parcheggiata, in cui ogni Millennial può riconoscersi.

Dopo ieri sera, il cantante porterà lo stesso spirito romano sul palco del Sonic Park Stupinigi a Nichelino (TO), il 20 luglio.

Crediti fotografie a ©Sara Serra

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