Musica

Carrese, sognando un mondo in cui vivere di musica

Chitarra in mano e aria nei polmoni per dar voce a musica e parole: è Carrese, cantautrice, classe ’94 (al secolo Roberta Carrese), che mette insieme i suoi versi con dedizione, in un percorso artistico ben definito che la incastona in quella generazione di cantautori indie che spopola in radio.

Il viaggio di Carrese nella musica inizia da lontano e, nel 2015, la vede arrivare al secondo posto del talent televisivo The Voice of Italy, guidata da Piero Pelù. Una tappa in un lungo percorso, che però non è mai stato un punto d’arrivo ma anzi, è stata l’occasione per mostrarsi ad un pubblico più ampio, che ha colto il talento di una giovane compositrice capace di grande sensibilità artistica, come dimostra il suo ultimo singolo “Terra dei Fiori”, pubblicato pochi mesi orsono. Nella serata di giovedì 1° luglio, Carrese si esibirà dal vivo sotto il cielo di Via Assisi a Roma, sul palco del QUID e, in contemporanea, in diretta streaming su QUID Channel, la WebTV del club nata dal palco chiuso durante l’emergenza Covid per dar voce agli artisti indipendenti.

Abbiamo incontrato Carrese a poche ore dal suo prossimo concerto, per interrogarla sul momento storico che la musica sta attraversando e per chiederle come sta vivendo questo momento di ripartenza.

Carrese, l’intervista alla “Perla Nera” di The Voice 2015

MM: Come hai trascorso il lockdown?

C: Il lockdown oggi, a distanza di mesi, mi sembra una cosa mai esistita. Mi capita di parlare con amici e di riferirmi a fatti successi nel 2019 come se gli avessi vissuti nel 2020. Quando me ne rendo conto capisco quanto la mente abbia cercato di proteggermi dall’ansia e dalla paura, eliminando quasi la realtà stessa. Inizialmente ero tra quelli che non ci credevano e ho trascorso la prima fase credendo al fatto che dopo un paio di settimane ne saremmo stati tutti fuori.

Poi è iniziata la paura vera, soprattutto per i miei genitori che ho avuto lontani per tutti i mesi di chiusura. Ho vissuto il lockdown a Roma, senza lavoro, ma è stato anche (purtroppo o per fortuna) il periodo delle mie nuove uscite musicali. Ho scritto tanto e, parte di canzoni nate in quei mesi, saranno nel mio nuovo EP in uscita per la fine di quest’anno. È stata un’esperienza che mi ha insegnato molto, ho riscoperto cose che stavo iniziando a dare per scontate e ho riscoperto anche tanto di me stessa. 

MM: Cosa significa fare musica oggi e quanto è difficile? 

C: Ci tengo a fare una distinzione tra “fare musica” e “vivere di musica”. Sulla prima ci siamo e non è nemmeno troppo difficile al giorno d’oggi. Abbiamo possibilità di fare musica anche dentro casa con strumenti che sono alla portata di tutti ormai, e su questo sento di essere molto fortunata perché scrivo i miei brani da sola ma ho una produzione alle spalle che mi sostiene sempre, come una famiglia. Sulla seconda purtroppo devo ricredermi. Vivere di musica al giorno d’oggi è quasi un miraggio, un’oasi nel deserto.

Per chi è “piccolo” nel settore è difficilissimo emergere al punto tale da riuscire a guadagnarsi da vivere con questo lavoro. Personalmente dopo essermi laureata nel 2017 ho iniziato a lavorare in settori non miei pur di rimanere a Roma e investire sulla mia vita da musicista. Mi piacerebbe un giorno poter vedere i frutti dei miei sacrifici e rispondere a chi mi chiede “che lavoro fai” solo una cosa: l’artista. 

Qual è il messaggio più forte che vorresti inviare con la tua musica? 

Vorrei riuscire a raccontarmi solo attraverso le mie canzoni e vorrei che chi mi ascolta potesse vederci qualcosa della propria vita. La musica serve soprattutto a sentirsi parte di qualcosa, a vivere i problemi insieme e a superarli insieme. Non c’è un vero e proprio messaggio, ogni canzone ha la sua storia, ma spero arrivi il fatto che tutto quello che pubblico è un pezzettino di me, un modo per aprirmi e per invitare tutti a farlo senza nascondersi. 

MM: Il talent per un’artista è una tappa necessaria? 

C: Nel mio caso, per il mio percorso personale, è stato necessario per darmi una bella spinta. Mi sono trasferita a Roma dopo il liceo da un piccolo paese della provincia di Caserta e da una famiglia numerosa. Con tanta umiltà mi sono iscritta ai casting di The Voice nel 2015 e non mi sarei mai aspettata di arrivare in finale e di godermi le lacrime di gioia dei miei genitori. Il talent può servire ma non è necessario sempre. Può essere un punto di partenza e mai di arrivo. 

MM: Con chi lavoreresti subito e con chi mai?

C: Ultimamente sto ascoltando musica molto diversa ma probabilmente così, su due piedi “domani”, lavorerei con Cosmo o Coez o Calcutta, subito! Non lavorerei mai con chi non stimo. Non scenderei mai a compromessi musicali con artisti che non apprezzo umanamente e musicalmente. 

MM: Quanto conta la sessualità nella musica?

C: Tanto. Essere donna oggi significa partire già svantaggiate nel mondo del lavoro e dover ancora competere con una società estremamente maschilista e patriarcale. Nella musica è risaputo che le donne hanno dovuto sempre lottare per farsi ascoltare, ma negli ultimi tempi qualcosa sta cambiando, forse anche grazie ai social dove quotidianamente si affrontano queste tematiche e si educano i giovani al rispetto di ogni tipo di sessualità. 

MM: Il tuo nuovo lavoro? 

C: Il 9 giugno è uscito “Radici”, il mio nuovo singolo 2021 che ha aperto le porte ad un progetto nuovo al quale tengo tantissimo. Nell’ultimo anno, insieme a Cristiana Della Vecchia e a Marta Venturini ho lavorato sulla produzione di pezzi nuovi che faranno parte di un EP in uscita per la fine di quest’anno. A Luglio attendo l’uscita di un prossimo singolo che ho scritto un paio di anni fa, in un momento di assoluta felicità e che ci farà ballare tutta l’estate! 

Immagine di copertina – Photo Credits © Elsa Campini

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