Ieri la Procura di Pavia, che ha iscritto nel registro degli indagati Andrea Sempio per omicidio in concorso con altre persone, ha disposto il blitz nella casa di Voghera dove vive Sempio, nella villetta dei suoi genitori a Garlasco e nelle abitazioni di altri due ragazzi della stessa comitiva di Marco Poggi, ossia Roberto Freddi e Mattia Capra. Amici di nuovo riuniti, dopo quasi due decenni, nelle trame dell’inchiesta dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano, agli ordini del colonnello Antonio Coppola, che dal 2023 portano avanti l’attività di indagine che ha consentito di collegare il Dna di Sempio con quello trovato sulle unghie della vittima e di allargare gli approfondimenti ai ragazzi della comitiva, non indagati ma attenzionati per alcune incongruenze nelle testimonianze dell’epoca.
A 18 anni di distanza l’omicidio di Chiara Poggi ha un colpevole che ha quasi finito di scontare la pena: Alberto Stasi. Un nuovo indagato: Andrea Sempio. E altri possibili testimoni: Roberto Freddi e Mattia Capra, amici di Sempio e del fratello di Chiara, Marco. Ma anche Antonio B., il pompiere amico della madre dell’indagato Rita Preda. Mentre la procura di Pavia deposita 200 sms di Stefania Cappa. E puntano a una festa in piscina di luglio 2007, poco prima del delitto. Mentre su Paola c’è un’intercettazione dell’epoca: «Odio gli zii, non voglio che vengano qui. Se io e Stefania siamo ridotte così è per questo».
Durante le perquisizioni, scattate all’alba e proseguite fino al pomeriggio di ieri, i militari hanno sequestrato ai Sempio il computer, i cellulari datati e quelli nuovi, hard disk e altri dispositivi di archiviazione. Inoltre è stato portato via materiale cartaceo, tra cui appunti considerati rilevanti, e vecchi diari, scritti a mano e conservati in alcune scatole, in cui il ragazzo delineava le tecniche per piacere alle ragazze.
Un impulso giunto dalle dichiarazioni di un superteste che poco dopo la riapertura delle indagini aveva fatto delle affermazioni alla trasmissione ‘Le Iene’ e che poi è stato sentito dai militari ai quali ha confermato di aver visto una donna “in bicicletta” gettare un oggetto metallico “pesante” nel corso d’acqua. Un uomo della zona, anche se non del paesino della Lomellina, i cui ricordi si incrociano con quelli di un teste già escusso ai tempi della prima inchiesta.
Vicino al fiume, nella casa di famiglia all’epoca abitava Cesare, fratello maggiore delle gemelle. Ma in quel periodo era vuota perché il ragazzo era in vacanza in Croazia. Il martello è stato ritrovato nei trenta metri di roggia che scorrono dietro l’abitazione. Ancora non si sa se sia compatibile con il «martello a coda a rondine» di cui il 13 agosto 2007, giorno dell’omicidio di Chiara, i Poggi denunciarono la scomparsa. Ma come si è arrivati al canale di Tromello? Di mezzo ci sono una testimonianza vecchia e già considerata inattendibile. E una nuova che va verificata. Il tecnico del gas Marco Demontis Muschitta ha raccontato di aver visto quel giorno una ragazza bionda uscire in bicicletta da via Pascoli con in mano un attizzatoio. Chiamando in causa proprio Stefania Cappa.





