Caso tubercolosi alla Sapienza, 150 studenti a rischio

Scatta l’allerta per il caso tubercolosi alla Sapienza: a Maggio 2019 uno studente ne era stato colpito, adesso è allerta medica dall’ASL di Roma che è alla ricerca degli studenti che potrebbero essere a rischio

E’ allerta per il caso tubercolosi all’Università Sapienza di Roma. Si complicano le cose, è un vero e proprio caos per avviare la profilassi. Il caso di tubercolosi che ha colpito Villa Mirafiori, sede dei corsi di laurea di Filosofia nella Facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza di Roma. Sono infatti circa centocinquanta gli studenti coinvolti, la cui maggioranza sparsi in tutta l’italia, poiché fuori sede.

Infatti per di più il test non è stato effettuato e fra gli studenti sale l’allerta. In Agosto l’ASL ha avvisato l’università, poiché uno studente ricoverato per tubercolosi. L’Ateneo ha prontamente contattato tutti coloro che avessero frequentato i corsi singoli che aveva seguito lo studente colpito dalla tubercolosi nel mese di Maggio 2019.

Tubercolosi e l’inizio dell’allerta medica all’Università La Sapienza

L’allarme medico è iniziato a partire da fine Agosto. Il tempo tuttavia passa, la maggior parte degli studenti non sono stati sottoposti allo screening. Inoltre fra i ragazzi è salita la preoccupazione per via dei tempi di convocazione differenti l’uno dall’altro. L’ASL Roma 2 ha già avviato i primi test, mentre l’ASL Roma 1 sta ancora effettuando la procedura di contatto degli studenti.

La Sapienza è l’università più grande d’Italia, quindi nonostante si possano adottare differenti procedure di contatto, molti degli studenti però non sono originari di Roma, essendo fuori sede. Secondo una stima, il numero degli studenti fuori sede che frequentano Villa Mirafiori, la storica facoltà di Filosofia, potrebbe superare le centinaia. Un’altra problematica è che le comunicazioni allo studente devono arrivare dall’ASL di appartenenza e, nel caso dei fuori sede, l’ASL romana dovrà contattare l’ASL di competenza, rendendo più lungo il processo.

Le varie ASL dislocate sul territorio provengono da Formia, Rieti o anche da vari comuni di Toscana, Calabria e Sicilia. I fuori sede dovranno sottoporsi ai vari test nella propria ASL, mentre coloro che abitano a Roma devono effettuare la procedura in un ambulatorio romano.

La questione affrontata anche dai piani alti

La questione è stata anche oggetto di discussione da parte del Senato Accademico e dall’Unione dei rappresentanti degli studenti, i quali hanno discusso e definito che l’evento è stato affrontato secondo la prassi medica senza possibilità di un contagio. I rappresentanti hanno dichiarato che comunque rimarranno vigili per monitorare la situazione, restando in contatto anche con l’amministrazione universitaria.

Fortunatamente, il ragazzo colpito da tubercolosi è completamente guarito ed è anche tornato a frequentare i corsi. Ciò significa che probabilmente non bisognerà preoccuparsi troppo per un possibile contagio tra tutti gli studenti che sono stati in contatto con il ragazzo in questione.

Metropolitan Magazine Italia

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