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Cenone di Natale del 24 dicembre: ecco perché si predilige il pesce

Il Cenone di Natale fa parte di una delle tradizioni irrinunciabili di queste festività. Normalmente la Vigilia di Natale viene considerata un giorno di magro secondo la tradizione cristiana, quindi si mangia pesce e non carne.

Alcune ricette di pesce per il cenone di Natale

Cenone di Natale del 24 dicembre: ecco perché si predilige il pesce
Cenone Natale

Rinunciare alla carne la Vigilia di Natale rappresenta più un usanza popolare che un vero e proprio obbligo religioso. Nel 1917 il Codex Iuris Canonici ha prescritto l’astinenza di carne insieme al digiuno durante la Vigilia di Natale. Questa restrizione è stata modificata nel 1966 dal pontefice Paolo VI, che con la Costituzione Apostolica Paenitemini, ha previsto che l’astinenza dalla carne non fosse più necessaria la vigilia, ma solo il mercoledì delle ceneri e il Venerdì Santo. Per questo motivo ancora oggi molte persone prediligono un cenone a base di pesce piuttosto che di carne.

Un antipasto veloce e sfizioso può essere il salmone marinato. Questa può essere una valida alternativa al salmone affumicato, consumando un prodotto privo di additivi e coloranti. L’insalata russa rappresenta invece il classico della tradizione natalizia, che non può mancare sulle tavole delle feste. Può essere servito come antipasto o come contorno. Non esiste una ricetta classica per questo piatto. Solitamente viene preparata con patate, carote, pisellini, cetrioli e uova sode. Il tutto condito con una maionese morbida.
Un primo piatto a base di pesce può essere il risotto di limone e gamberi. Il riso viene tostato a secco, sfumato con limone e portato a cottura con fumetto di pesce. Viene realizzato con crostacei e condito con gamberi arrostiti e tritati. Una facile alternativa è caratterizzata dalle lasagne ai frutti di mare, un piatto al tempo stesso raffinato e gustoso. Si tratta di un classico della cucina emiliana, in cui il ragù di carne viene sostituito da uno di pesce a base di vongole, cozze, calamari e datterini.

Sonia Faseli

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