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Centinaia di donne transgender in fuga dall’Ucraina e respinte al confine

Centinaia di donne transgender, che purtroppo sul loro passaporto risultano ancora essere di sesso maschile, non possono lasciare l’Ucraina. Moltissimi gli appelli, anche sui social, che raccontano della terribile situazione di donne costrette a tornare indietro.

Le donne transgender al confine lanciano l’appello

Intrappolate da un documento che non le riconosce ancora come donne, centinaia di transgender, in fuga dall’Ucraina, non posso lasciare il confine . E’ una ‘guerra nella guerra’.
Una volta arrivate ai confini vengono rimandate indietro perché nei documenti ufficiali risultano ancora di sesso maschile. Non possono dunque lasciare il Paese, come previsto per tutti gli uomini dalla legge marziale entrata in vigore subito dopo l’invasione russa.
“Abbiamo avuto centinaia di segnalazioni di casi simili. L’unica soluzione è quella di andare dal proprio medico e poi, con il certificato, recarsi all’ufficio militare per essere eliminate dalla lista per l’arruolamento”. Questa l’unica soluzione per le associazioni LGBTQ+ di Kiev.
Difficile spiegarlo a chi, borsoni alla mano sperando di riuscire a salvarsi, è riuscita a raggiungere il confine, magari dopo giorni di viaggio e schivando esplosioni.

Ancora tabù da eliminare

La questione del genere, e dell’omosessualità in particolare, in Ucraina è ancora un tabù per molti.
I diritti gay nel Paese non sono tutelati da alcuna legge né tantomeno c’è grandissima sensibilità sul tema. Fortunatamente ci sono comunque persone che condividono la loro preoccupazione per amici e amiche ancora intrappolati in Ucraina. Si susseguono anche appelli sui social e nei blog delle tante associazioni che stanno aiutando l’intera comunità.
Alcune di queste consigliano addirittura di mentire, dicendo alla frontiera di aver perso i documenti, in modo da poter essere riconosciute come donne.
“Le guardie ti spogliano e ti toccano dappertutto. Puoi vedere sulle loro facce che si stanno chiedendo ‘ma cosa sei tu?’ come un tipo di animale o qualcosa di simile”. Questo il drammatico resoconto di Judis, una delle donne coinvolte.
Secondo alcune stime delle organizzazioni ucraine, il 90% delle transgender al confine è stata respinta.
A raccontare questa tragedia, attraverso il suo account social, è stata anche Zi Famelu, transgender diventata celebre per aver partecipato ad un talent televisivo chiamato Stars Factory.
“Sono in pericolo. Non so cosa fare. Ho urgente bisogno di aiuto, perché tutti qui sono omofobi e transfobici”. Questo il suo messaggio. Solo qualche giorno fa, sempre tramite Instagram, l’artista ha annunciato di essere riuscita a passare in “un’altra nazione”.

L’eco di tante storie arriva anche in Italia che lancia richieste d’aiuto. Il partito gay guidato da Fabrizio Marrazzo chiede l’intervento del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, per consentire anche a medici italiani volontari di andare al confine per certificare le persone trans e farle uscire dall’Ucraina.

Beatrice D’Uffizi

Instagram: https://www.instagram.com/metropolitanmagazineit

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