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Chainsaw Man: Cane e Motosega, la recensione

Se c’è un Anime che aspettavo da tempo di vedere, quello è proprio Chainsaw Man! Reduce dalla visione della prima puntata, voglio condividere con voi le mie impressioni.

Tratto dall’omonimo anime di Tatsuki Fujimoto, uscito sulla rivista Weekly Shonen Jump dal 2018 al 2020, finalmente possiamo goderci questa storia anche in versione animata. Questo grazie allo studio Mappa che ne ha curato la trasposizione, facendo un ottimo lavoro su quello che riguarda la caratterizzazione dei personaggi e delle ambientazioni.

E’ possibile vedere il primo episodio, uscito l’11 ottobre 2022 su Crunchyroll, ovviamente il doppiaggio in italiano è ancora un lontano miraggio, ma resta comunque estremamente godibile, visto e considerato l’uscita in simulcast con il Giappone.

Chainsaw Man: La Storia di Denji e Pochita

Protagonisti di questa storia ambientata in un Giappone invaso dai Diavoli, sono Denji, un giovane rimasto solo e sommerso dai debiti ereditati dal padre suicida; e Pochita, piccolo diavolo motosega che Denji salva dalla morte, facendogli bere il suo sangue e stipulando un patto con lui: salvarsi a vicenda dal loro triste destino (e anche un pò dalla solitudine). Ecco che comincia quindi la loro collaborazione come Cacciatori di Diavoli, che purtroppo riesce a malapena a dar loro una vita dignitosa.

La maggior parte dei loro profitti finisce in mano alla Yakuza, con cui il padre aveva contratto un consistente debito. Tanto che per riuscire a sopravvivere Denji è costretto a vendere anche parte dei suoi organi. Il sogno più grande di Denji è poter vivere una vita normale con Pochita. Una vita dove sul pane bianco si possa spalmare anche la marmellata, e dove magari possa riuscire ad uscire anche con una ragazza. Una vita dove essere considerato un essere umano, a cui ci si rivolge con affetto.

Come Denji diventa il Diavolo Motosega

Mentre sono nella loro baracca a riposarsi, Denji e Pochita ricevono l’incarico di dar la caccia a un nuovo diavolo. Ma malauguratamente si ritrovano nella trappola del Diavolo Zombie, che ha la meglio sui due, facendoli a pezzi e gettandoli nel bidone dell’immondizia. (In queste scene vorrei fare un plauso al doppiatore giapponese di Denji, bravissimo nel far percepire la sofferenza del momento).

Pochita e Denji - photocredits: tebigeek.com
Pochita e Denji – photocredits: tebigeek.com

Ed ora preparatevi i fazzoletti, perchè risvegliato dal sangue di Denji, Pochita prenderà possesso del corpo del ragazzo. Non per possederlo, come abitudine dei Diavoli, ma per regalargli il suo cuore permettendogli di vivere una nuova vita, realizzando tutti i suoi sogni. Denji si risveglia, tutto intero, con di nuovo tutti i suoi organi e una cordicella al centro del petto: la piccola coda di Pochita.

Makima, Chainsaw Man - Photocredits: Anime Senpai
Makima, Chainsaw Man – Photocredits: Anime Senpai

Proprio tirando questa cordicella, Denji si trasforma nel Diavolo Motosega, il Chainsaw Man, e grazie alla sua nuova forza, riesce ad avere la meglio sul diavolo Zombie e sui suoi affiliati. Ed è qui, sul finale dell’episodio, che fa la sua comparsa Makima.

A capo della pubblica sicurezza contro i diavoli, propone a Denji di occuparsi del suo sostentamento, in cambio del suo aiuto nella lotta contro i diavoli.

Perchè guardare l’anime di Chainsaw Man?

Perchè il manga ha vinto numerosi premi, ottenendo anche l’occidentale premio “Manga dell’anno 2021” agli Harvey Award, e scendendo più nel particolare, c’è molto di più oltre ai litri di sangue e budella.

Come ogni nuovo successo, i riferimenti ad altre opere sono molteplici: io personalmente, oltre alle citazioni a Devilman e Berserk, ci ho trovato anche citazioni a personaggi dell’universo di Jujutsu Kaisen, e la classica impostazione con i tre personaggi di punta; conforme a molti shonen di successo.

Ma, la differenza la farà proprio il personaggio di Denji, la sua evoluzione nell’opera, in rapporto alle sue battaglie personali, i suoi sogni e quelli che diventeranno i rapporti con la sua nuova famiglia…

Insomma guardare per credere!

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Carlotta Mione

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