Sport

Charlotte Cooper e Margaret Abbott, due pioniere vestite d’oro

Le Olimpiadi sono da sempre un appuntamento fisso con la storia dello sport. Se poi consideriamo lo sport come un riflesso accurato o meno della società, allora diventano di importanza capitale anche nella storia generale. A tal punto furono fondamentali i Giochi di Parigi del 1900 dove per la prima volta fu consentito alle donne di competere in alcuni sport. Vennero così assegnate le prime medaglie della storia al femminile e le protagoniste furono due donne che forse non sono mai state pienamente consapevoli dell’importanza dei loro successi. Ripercorriamo brevemente la storia di Charlotte Cooper e Margaret Abbott.

Parigi 1900, un’Olimpiade complessa ma storica

Vélodrome de Vincennes (Wikipedia)

Le Olimpiadi sono sempre state uno degli eventi più attesi: in passato persino le guerre si fermavano davanti alle porte dei giochi. Un’usanza che purtroppo non è stata confermata con le rassegne moderne, visto che è accaduto spesso il contrario, ovvero che i Giochi non venissero disputati a causa dei conflitti mondiali. In realtà però, le Olimpiadi moderne dovettero ingranare la marcia giusta prima di divenire lo spettacolo a cui ora siamo abituati. Ciò non toglie, ovviamente, che ogni edizione sia riuscita a passare alla storia per qualche motivo. Non fu da meno la rassegna di Parigi del 1900, la seconda dell’era contemporanea.

In un’atmosfera caratterizzata da uno scarso interesse generale, dovuta al fatto che la tornata di gare si tenne in contemporanea all’esposizione universale, Parigi 1900 riscrisse la storia dei Giochi. In primo luogo perché non nacquero sotto una buona stella. Erano un po’ delle Olimpiadi di cui nessuno voleva occuparsi, al di fuori di De Coubertin e del CIO. Inoltre, si decise di organizzare le gare esclusivamente di domenica e ciò portò alla diserzione di parte del team statunitense. Il motivo fu da ricondurre a questioni religiose, dal momento che la domenica era il giorno di riposo per eccellenza, essendo quello dedicato a Dio. Eppure, nonostante tutto, ci fu anche una prima volta di fondamentale importanza: le donne presero parte ad alcune competizioni. In tutto furono 22 e parteciparono al canottaggio, vela, equitazione e soprattutto golf e tennis.

Gli sport al femminile e le due pioniere: Charlotte Cooper e Margaret Abbot

Nel canottaggio, la vela e nell’equitazione però pare che la formula utilizzata fosse quella mista, quindi uomini e donne si affrontarono nelle medesime gare a squadre. Tra loro ci fu anche un’italiana, per quanto riguarda l’equitazione, ovvero Elvira Guerra. Fu la prima storica Azzurra a prendere parte ad una rassegna olimpica, rischiando anche di divenire la prima donna in assoluto, ma venne anticipata di qualche giorno dalla velista svizzera Hélène de Pourtalès.

Nel golf e nel tennis invece furono costruite delle competizioni apposite per le donne. Di conseguenza, è da queste due discipline che arrivarono le prime medaglie femminili dei Giochi ed è in questi sport che si ritrovano le due pioniere vestite d’oro: Charlotte Cooper e Margaret Abbot. La prima britannica e la seconda statunitense vinsero rispettivamente un oro appunto nel tennis e nel golf.

Charlotte Cooper, una donna avanti nel tempo

Una foto di Charlotte Cooper (Wikipedia)

Charlotte Cooper è considerata una delle prime tenniste della storia e sicuramente fu in grado di lasciare il segno fin da subito. Prima di Parigi vinse Wimbledon per tre volte: nel 1895, nel 1896 e nel 1898. In totale trionferà per ben 5 volte nel torneo di casa, essendo lei britannica. La sua fu una storia per certi versi incredibile se applicata nei tempi in cui visse. Esser donna e partecipare ad uno sport non era per nulla comune a cavallo tra i due scorsi secoli. In aggiunta lei si sposò tardi e con un marito addirittura più giovane di 6 anni. Tra l’altro lei resta tutt’ora la tennista più ‘anziana’ ad aver trionfato a Wimbledon, nel 1908 per la sua quinta ed ultima volta. Aveva ormai 37 anni e 282 giorni. Tra l’altro è anche la giocatrice che ha disputato il maggior numero di finali del torneo con 11 presenze, venendo eguagliata solamente da Martina Navratilova nel 1994.

Alle Olimpiadi di Parigi come detto fu appunto protagonista assoluta nel tennis. Alla competizione parteciparono 6 atlete provenienti da quattro diverse nazioni. Il torneo dunque si esaurì in tre turni con quarti di finale, semifinali e finale. Charlotte Cooper incontrò prima una delle padrone di casa, la francese Marguerite Fourrier che sconfisse per 6-2, 6-0. In semi invece si misurò con la statunitense Marion Jones, trionfando 6-2, 7-5 e infine in finale trionfò davanti ad un’altra francese, Helene Prevost, per 6-1, 6-4. Prima di trionfare nel singolare però, Cooper aveva conquistato il massimo riconoscimento anche nel doppio misto con il collega Reginald Doherty. I due superarono in finale il duo internazionale formato dalla francese Prevost e dal britannico Harold Mahony. In quell’edizione dei Giochi non era inusuale vedere squadre miste a livello di nazionalità.

Margaret Abbott, la prima campionessa olimpica statunitense che non seppe di esserlo

Margaret Abbott (Wikipedia)

L’altra incredibile medaglia in un evento interamente femminile arrivò dal golf con la statunitense Margaret Abbott. Il caso curioso è che lei in realtà morì senza sapere di esser divenuta la prima campionessa olimpica della storia americana. Nacque a Calcutta, in India, per poi tornare negli USA dove visse con la famiglia e insieme alla madre scoprì di avere un innato talento per il golf. Così, trasferitasi a Parigi per studiare prese parte ad una competizione internazionale di golf che solo dopo diversi anni sarebbe stata riconosciuta come gara olimpica.

Come riferito in apertura, infatti, questi giochi ebbero notevoli difficoltà nell’organizzazione e finirono con il diventare un evento marginale dell’Expo. Il golf venne inizialmente considerato come un evento dimostrativo dell’esposizione e solo successivamente è stato invece ricostruito come fosse parte a pieno della tornata olimpica. Il torneo vide la partecipazione di 10 atlete, comprese quindi Margaret Abbott e la madre Mary. Si trattò di un 9 buche con un trio statunitense che finì con l’imporsi in vetta. Al primo posto appunto arrivò Margaret Abbott con 47 colpi, mentre al secondo Pauline Whittier con 49 e infine al terzo Daria Pratt con 53. Come premio per il trionfo ricevette una ciotola di porcellana rifinita in oro.

Charlotte Cooper e Margaret Abbott due pioniere d’oro

Nel 1900 dunque arrivarono le prime tracce di una storia sportiva al femminile con due protagoniste inaspettate e diverse. Pur senza esserne a conoscenza, come nel caso della statunitense, Charlotte Cooper e Margaret Abbott hanno di certo scritto uno dei pezzi più importanti dello sport in rosa. Vengono considerate delle pioniere perché va ricordato che ci si trovava in una società completamente diversa, in cui una donna che praticava un qualsiasi tipo di sport era vista sempre di traverso. Eppure con la loro personalità sono riuscite ad andare oltre e a superare per la prima volta una barriera non solo sociale ma anche personale. E se via via le cose sono cambiate e oggi non fa più notizia sentir parlare di una donna che fa sport, il merito è anche loro.

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