I Romans si sono sciolti negli anni ’80, dopo aver pubblicato altri due album per la Polaris negli anni ’70 e una serie di singoli e il loro primo album “Gente qui gente là” con la Miura e poi la Style. Se invece ti riferisci ai Romani o all’Impero romano, la loro fine è legata alla caduta dell’Impero romano d’Occidente nel V secolo, quando le invasioni barbariche e la rivolta di Odoacre portarono alla fine del potere centrale romano nella penisola.
Gruppo piuttosto marginale per questo sito, i Romans hanno avuto una certa notorietà durante gli anni ’70 per alcuni 45 giri di successo, anche se l’unico disco interessante per gli appassionati di prog è il loro primo LP del 1970.
Il gruppo ha avuto una lunghissima carriera, cominciata a Roma nel 1959 con una formazione a quattro creata dal pianista e cantante Ignazio Polizzy Carbonelli, alla quale si aggiunse dopo pochi mesi di attività il chitarrista Claudio Natili. I due hanno condotto il gruppo fino agli anni ’80, poi i Romans sono stati riformati intorno al 2006 da Claudio Natili e Daniele Aloisio (che era nella formazione dal 1975).
Dopo molti 45 giri usciti a partire dal 1961, il primo LP arrivò solo nel 1970 per la piccola etichetta Style. L’album è un buon esempio di musica di quegli anni, ben diviso tra brani rock e canzoni più commerciali. È curioso notare che ben 10 dei 12 brani dell’album vennero anche pubblicati su 45 giri dalla loro etichetta.
L’iniziale Gente qui gente là (il brano più lungo, 4’14”, gli altri sono tutti intorno ai 3 minuti) è probabilmente il brano più vicino alla musica progressiva italiana, con una bella parte di organo, e anche la seguente Nel fondo del bicchiere ha delle buone parti strumentali. Alcune canzoni, come Lollypop, sono di quel genere “bubblegum-pop” di facile presa e particolarmente adatte ad uscire su 45 giri.
Il suono del gruppo è vicino ad altri gruppi del periodo fine anni ’60-primi anni ’70, come Il Mucchio, I Boom, Fabio Celi e gli Infermieri, i primi New Trolls e Le Orme.
I Romans hanno pubblicato altri album negli anni settanta (il secondo e il terzo per la Polaris, la stessa etichetta che produsse gli LP dei Numi e dei Teoremi), e si sono sciolti negli anni ’80, ma il loro primo album rimane quanto di più vicino alle sonorità progressive abbiano mai realizzato.





