Figlio dell’ex difensore del Milan, Billy Costacurta, e della showgirl e attrice Martina Colombari, Achille ha attraversato anni difficili con droga, cliniche, trattamenti e un dramma personale che lo hanno portato al limite. Figlio di genitori famosi, il ragazzo ha sempre cercato di crescere lontano dai riflettori e costruisce la sua identità tra passioni, errori, difficoltà e cicatrici profonde: «Molti si avvicinavano a me perché flglio di genitori famosi. Da piccolo poteva essere stimolante, col tempo è diventato pesante. E meno male che non ho fatto il calciatore altrimenti il paragone sarebbe stato ancora più schiacciante», racconta al Corriere della Sera.
La parte più oscura del suo passato emerge quando Achille Costacurta racconta nell’intervista a One More Time di aver tentato il suicidio a 16 anni mentre è detenuto nel centro penale minorile di Parma, dove entra dopo essere stato trovato a scuola con due coltelli nell’armadietto.
Beve sette boccette di metadone, equivalenti – dice – a «40 grammi di eroina. Nessuno sa spiegarsi come io sia ancora vivo», confessa.
Ricorda violenze, regole ferree e umiliazioni: «Mi permettevano dieci sigarette al giorno… una volta un agente mi ha spezzato la sigaretta in faccia, io gli ho sputato e mi hanno preso a schiaffi. Ero solo un ragazzino». Achille non nasconde neppure l’uso massiccio di droghe e allucinogeni, come la mescalina, di cui diventa dipendente. Seguono TSO ripetuti, richiesti a volte dagli stessi genitori, e un lento scivolare nell’autodistruzione.
Confessioni che hanno scioccato il pubblico, ma che hanno aperto uno spiraglio sulla vita difficile del ragazzo, mostrando il suo lato più vulnerabile e nascosto alla luce dei riflettori.
Achille ha anche rivelato che gli è stata diagnosticata da poco l’ADHD, condizione che – secondo lui – ha contribuito a un comportamento autodistruttivo portato avanti negli anni.
Oggi Achille dice di essere “pulito”, di aver salutato le dipendenze e di voler ricostruire la propria vita con l’aiuto della famiglia. Ha anche annunciato, come progetto per il futuro, l’idea di aprire un centro di ippoterapia per ragazzi con disabilità: un desiderio che riflette la sua voglia di rinascita e di fare qualcosa di concreto per gli altri.





