Claudio Rego è il marito di Donatella Rettore: convolati a nozze nel 2005, i due sono uniti da una storia d’amore iniziata sul finire degli anni Settanta, quando iniziava il loro sodalizio artistico.
Oggi la voce di Lamette sarà oggi ospite di Da Noi…A Ruota Libera, in onda a partire dalle 17:15 su Raiuno. Nella prima parte della carriera, caratterizzati dalle due presenze al Festival di Sanremo, con Capelli Sciolti e Carmela, l’interprete apre gli anni Ottanta con una nuova era musicale, segnata dal glam, punk e ska e delle super hit come Kobra e Splendido Splendente. Dietro a questa rinascita e cambiamento c’è un incontro, quello con Claudio Rego avvenuto in studio di registrazione nel 1977, quando non è scattata la scintilla come la stessa artista aveva raccontato al Corriere Della Sera: “Ci stavamo antipatici. Poi ci siamo incontrati di nuovo a un festival pop e lì ci siamo guardati con occhi diversi…”
Chi è il marito di Donatella Rettore
Da quel momento i due hanno intrapreso una collaborazione artistica ed al tempo stesso una storia d’amore. La Rettore ed il marito sono convolati a nozze nel 2005 e non hanno avuto figli. “Io e Claudio stiamo insieme da 43 anni. Non ci è riuscito di fare un figlio per il semplice fatto che io sono talassemica e quando abbiamo sviscerato questa cosa abbiamo capito che era meglio non provarci più… Sì, mi sarebbe piaciuto avere un figlio, sarebbe stato il nostro terzo complice, l’avrei chiamato Valentino. Ma non avere figli ci ha portato a essere, oltre che amanti, amici, compagni di vita professionale, anche il figlio l’una dell’altro. Io sono un po’ sua figlia, lui è il mio bambino” aveva dichiarato l’interprete veneta.
Sulla relazione con il marito aveva aggiunto sulle pagine del quotidiano meneghino: “Ci sono stati alti e bassi in questi anni, come in ogni cosa della vita. Ma non diamo niente per scontato, sappiamo entrambi che l’amore va coltivato e che dobbiamo conquistarci ogni giorno. Io devo guadagnarmi Claudio e lui deve guadagnarsi me. Ci unisce tanto esserci sempre, nelle cose positive e nei dolori, in quello che fa soffrire”





