Joe Kent, il capo del Centro per l’antiterrorismo americano, si dimette. “Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in Iran. L’Iran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana”, afferma Kent in una nota pubblicata sul suo account su X.

Il capo del centro antiterrorismo conclude esplicitando la sua posizione e invitando il presidente Trump a una riflessione: “Come veterano che ha partecipato a 11 missioni di combattimento e come marito Gold Star che ha perso la mia amata moglie Shannon in una guerra costruita da Israele, non posso sostenere l’invio della prossima generazione a combattere e morire in una guerra che non porta alcun beneficio al popolo americano né giustifica il costo in vite americane. Prego che lei rifletta su ciò che stiamo facendo in Iran e per conto di chi lo stiamo facendo. È il momento di un’azione coraggiosa. Può invertire la rotta e tracciare un nuovo percorso per la nostra nazione, oppure può permettere che scivoliamo ulteriormente verso il declino e il caos. Lei ha le carte in mano”.

Poco dopo l’annuncio delle dimissioni è arrivata la replica di Trump: “Sono felice che sia fuori, sosteneva che l’Iran non era una minaccia”, ha detto il presidente statunitense commentando la vicenda. “Era un bravo ragazzo ma molto debole sulla sicurezza”, ha aggiunto. Le critiche all’ormai ex capo del centro antiterrorismo sono arrivate anche dalla portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt: “Ci sono molte false affermazioni” nella lettera di Kent. “Lasciatemi parlare di una in particolare ovvero che l’Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione. Questa è una falsità che i democratici e alcuni media liberal ripetono”, ha spiegato sottolineando che “come il presidente ha chiaramente detto, c’erano prove forti che l’Iran avrebbe attaccato gli Stati Uniti”.

Chi è Joe Kent

Nato in Oregon nel 1980, Joseph Kent ha passato oltre vent’anni a combattere come membro delle forze speciali dell’esercito. Era uno dei Green Berets, i “Berretti Verdi”, con undici missioni alle spalle, in Iraq e Medio Oriente, prima di passare alla Cia. La moglie Shannon, anche lei militare e parte della macchina della sicurezza nazionale, rimase uccisa in Siria nel 2019 in un attentato suicida. Quella tragedia ha spinto Kent ad abbracciare la lotta al terrorismo finendo per diventare il 31 luglio 2025 direttore del National Counterterrorism Center. Dal punto di vista politico è stato libertario, poi democratico e infine repubblicano trumpiano. Le sue campagne elettorali nello stato di Washington sono fallite per due volte, nel 2022 e nel 2024, rendendo però Kent visibile nel panorama politico Usa.