«Pochi istanti fa, su mio ordine, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha eseguito uno dei più potenti raid aerei nella storia del Medio Oriente, annientando totalmente ogni obiettivo militare nel fiore all’occhiello dell’Iran: l’isola di Kharg». Donald Trump annuncia su Truth l’attacco a uno degli obiettivi strategici della guerra contro Teheran.
Nel suo post, Trump ha definito l’attacco una delle “più potenti incursioni aeree nella storia del Medio Oriente”, precisando che sull’isola, simile a una striscia di terra lunga circa 8 chilometri che ospita il più importante impianto petrolifero dell’Iran, sono stati colpiti esclusivamente obiettivi militari. “Ho scelto di non distruggere le infrastrutture petrolifere dell’isola”, ha scritto ancora Trump. “Tuttavia, qualora l’Iran – o chiunque altro – dovesse compiere azioni volte a ostacolare il libero e sicuro transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, riconsidererò immediatamente tale decisione”.
L’isola iraniana di Kharg, nel Golfo Persico, rappresenta il cuore dell’industria petrolifera di Teheran ed è uno dei bersagli economici più sensibili del conflitto in corso. Il preziosissimo terminale, vera cassaforte del greggio del regime, è finora rimasto intatto dopo i 12 giorni di bombardamenti da parte di Stati Uniti e Israele.
Immediata la replica di Teheran che ha promesso di “ridurre in cenere” le infrastrutture petrolifere ed energetiche legate agli Stati Uniti in Medio Oriente. “Tutte le installazioni petrolifere, economiche ed energetiche appartenenti alle compagnie della regione che sono in parte di proprietà degli Usa o che collaborano con gli Usa – ha detto ai media di Teheran il portavoce del quartier generale di Khatam al-Anbiya, affiliato alle Guardie della rivoluzione – saranno immediatamente distrutte e ridotte in cenere”





