A soli vent’anni, Mattia Furlani è già diventato il volto nuovo dell’atletica italiana e internazionale. Con la medaglia d’oro conquistata ai Mondiali di Tokyo 2025 nel salto in lungo, il giovane campione romano ha scritto una pagina destinata a rimanere nella storia dello sport azzurr
Mattia Furlani porta nel sangue la passione sportiva suo padre Marcello è stato altista di buon livello negli anni Ottanta (ha 2,27 m come miglior prestazione), sua madre Kathy Seck era una sprinter di origini senegalesi. La sorella Erika ha seguito anch’essa la strada dell’atletica nel salto con l’asta. Sin da bambino, dunque, Mattia ha respirato atletica: i primi ricordi sono legati alle scarpe chiodate e alle gare viste sugli spalti, quando ancora sognava a occhi aperti di poter un giorno calcare quelle pedane. E il sogno, lentamente, ha preso forma. Anche grazie a un carattere orgoglioso e spavaldo, qualità che nello sport possono diventare risorse preziose. Soprattutto se incanalate in una determinazione e spinte da un talento innato. Si diceva dei genitori: dal padre ha preso la dote del salto, dalla madre la velocità. Un mix che lentamente si è rivelato letale.
Furlani, tesserato per il Gruppo Fiamme Oro Padova, ha di fatto vissuto sempre sul campo di atletica anche se dagli 8 ai 13 anni si è dedicato soprattutto al basket, la sua altra grande passione. Poi da cadetto ha iniziato a mostrare il suo talento in pedana, vincendo il tricolore nell’alto al primo anno di categoria, mentre nel 2020 è riuscito a stabilire la miglior prestazione nazionale under 16 (2.10) e anche quella sui 150 metri (16.57).
Nel 2024 dopo aver ritoccato il suo record europeo U20 indoor (8.08) è diventato primatista italiano assoluto al coperto con 8.34 superando Howe (8.30 nel 2007). Poi, il decollo definitivo nel 2024: argento ai Mondiali indoor di Glasgow 2024 con 8.22, argento agli Europei in casa a Roma, bronzo alle Olimpiadi. E nel 2025 la consacrazione: oro ai Mondiali indoor di Nanchino, oro ai Mondiali di atletica a Tokyo.





