Il compagno di Giorgio Armani è attualmente Leo Dell’Orco, con cui il designer ha una profonda relazione affettiva da anni, sebbene Armani abbia parlato anche di come la vicinanza di Dell’Orco non sia equiparabile a un “innamoramento”, data la sua mancanza di tempo da dedicare all’amore. Armani, che si identifica come bisessuale, ha avuto una relazione importante e lunga con il suo ex socio e compagno Sergio Galeotti, scomparso nel 1985

Giorgio Armani e Pantaleo (per tutti Leo) Dell’Orco si conoscono da più di 45 anni. Dell’Orco è il suo braccio destro, la persona che forse gli è più vicina, ed è lui che lo stilista ha scelto come “erede” ideale del suo lavoro, assieme alla nipote Silvana Armani. Lei sulla donna, lui sull’uomo. La presenza di Dell’Orco accanto al designer è sempre stata costante, ma discreta. Fino al 22 giugno 2021, quando al termine della sfilata uomo Giorgio Armani, lo stilista lo ha voluto in passerella con lui, in una sorta d’investitura ideale.

Da anni Armani vive insieme a Leo Dell’Orco e ha parlato in questo modo della sua attuale vita sentimentale: «È inutile essere innamorato e dare poco spazio al tuo amore, perché lo spazio non ce l’ho. Salvo l’affetto profondo per Leo Dell’Orco, che vive da anni insieme a me, e rappresenta la persona a me più vicina».

La mancanza di figli non lo lascia certamente indifferente: «Un mio dipendente, Michele, ha una bambina di cinque anni che adoro, la considero quasi come mia, e questo mi ha fatto capire che sarei stato un ottimo papà. Si chiama Bianca».

Il grande amore di Giorgio Armani, solo uno, il compagno Sergio

Socio e compagno, Sergio Galeotti ha rappresentato molto nella vita di Giorgio Armani. Scomparso nel 1985, a solamente 40 anni, è stato una fonte d’ispirazione per lo stilista: «Ci siamo conosciuti vicino alla Capannina, in Versilia, dov’ero in vacanza per due giorni. Incrociai Sergio in macchina, mi piacque subito il suo sorriso toscano, e diventammo subito amici. mi diede coraggio, fiducia. Mi disse: tu hai un potenziale importante. Sergio aveva visto i miei vestiti, si era reso conto che potevo arrivare più lontano. Allora il mondo della moda a Milano era gestito da persone un po’ adulte. Io ero giovane, avevo stimoli diversi».

La morte del suo compagno ha lasciato inevitabilmente un segno indelebile nella vita di Armani: «Quando morì Sergio, morì una parte di me. Devo dire che mi complimento un po’ con me stesso, perché ho retto a un dolore fortissimo. Un anno tra un ospedale e l’altro, io per non ferirlo ho continuato a lavorare, gli portavo le foto delle sfilate, negli ultimi tempi vedevo le lacrime ai suoi occhi. Fu un momento estremamente difficile, che ho dovuto superare anche contro l’opinione pubblica. Sentivo dire: Armani non è più lui, sarà sopraffatto dal dolore, non ce la farà da solo… Anche per questo, a chi mi chiedeva una partecipazione nella Giorgio Armani, rispondevo: no, grazie, ce la faccio da solo».

La sua scomprsa è avvenuta proprio quando i due stavano costruendo qualcosa di importante insieme: «Ho avuto una forza di volontà incredibile, per vincere questo dolore crudele. Un anno di attesa perché Sergio morisse. E tutto accadde in un tempo meraviglioso, quando stavamo cominciando a essere qualcuno, a dare una struttura all’azienda, a essere conosciuti nel mondo. Era il momento in cui prendevo fiducia in me stesso; e mi è arrivata questa tegola sulla testa».