Roberto Poletti ha iniziato la sua carriera nel 1991, a vent’anni, con un’esperienza a L’Indipendente i Vittorio Feltri, per poi diventare, nel 1995, giornalista professionista. Tra le sue prime esperienze citiamo quella a Radio24, oltre che a Telelombardia con Buongiorno Lombardia. Diversi i programmi di informazione condotti, oltre ad essere stato direttore di Radio Padania Libera. Non è solamente giornalista professionista e conduttore televisivo, ma ha lavorato anche in politica: nel febbraio del 2006, infatti, ha accettato di candidarsi per Federazione dei Verdi. Nel 2007, infine, ha scelto di aderire a Sinistra Democratica.
Dopo la carriera politica, è diventato editorialista di Libero, e nel 2015 ha presentato il libro Salvini&Salvini – Il Matteo-Pensiero dall’A alla Z, divenendo così il biografo ufficiale di Matteo Salvini. A giugno 2019, diventa uno dei simboli di Unomattina insieme a Valentina Bisti: in seguito verrà sostituto da Monica Giandotti, su volere dell’ex Direttore di Rai1 Stefano Coletta.
Roberto Poletti, chi è il marito Francesco

Appare sin da subito chiaro il tratto riservato di Roberto Poletti: sappiamo tutto sulla sua carriera e sul suo lavoro, ma ben poco sulla sua vita privata, su cui ha sempre mantenuto il massimo riserbo. L’unico aspetto che conosciamo è stato svelato da Dagospia nel gennaio del 2023: stando alle indiscrezioni, Poletti ha sposato il suo storico compagno a Varese l’8 ottobre del 2022. Francesco Naccari, di 19 anni più giovane, è dunque il marito di Roberto Poletti: alle nozze è stato chiesto agli invitati di evitare la diffusione di scatti e notizie. Naccari, di origini calabresi, sarebbe un sostenitore dei diritti della comunità LGBTQ.
Una notizia svelata dal portale di Roberto D’Agostino, che Poletti stesso ha contribuito a mantenere nascosta, togliendo anche la fede in occasione delle ospitate in televisione (secondo i rumor, il marito si sarebbe molto adirato per la sua scelta). Poletti non ha mai fatto coming out, tutt’altro: il matrimonio ha suscitato dunque reazioni stupite, anche all’interno della politica, in quanto “non aveva mai espresso pubblicamente le proprie inclinazioni”. Ma, del resto, è un tratto caratteristico delle persone riservate che preferiscono far parlare il proprio lavoro, anziché il resto.
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