Il mercato delle cover non ha fatto altro che ampliarsi negli anni, fino a diventare quasi esclusivamente un prodotto estetico da cambiare all’occorrenza. Che siano spesse, imbottite o porta gloss non importa, ciò che conta è quanto vadano di moda. Le cover, però, nascono per un’esigenza ben precisa: proteggere il telefono da possibili urti, graffi e usura. Certo, è assolutamente lecito voler unire l’utile al dilettevole. Acquistarne una per la praticità e la sua bellezza è possibile, ma è consigliato assicurarsi il tipo di materiale utilizzato. Potrebbe sembrare banale, ma in realtà è fondamentale poiché alcuni possono contribuire maggiormente al surriscaldamento del nostro dispositivo. Per evitare danni significativi, vediamo quali sono i materiali migliori e quali, invece, sono assolutamente da evitare.

Proteggere il telefono sì, ma con la cover giusta: cosa evitare e cosa scegliere?

Il problema principale legato ad alcune tipologie di cover è che alcune, rispetto ad altre, impediscono una rapida dispersione del calore. Questo fattore può essere ulteriormente accentuato a seconda dello spessore e del materiale che le compongono. Affinché la batteria al litio possa essere preservata correttamente e durare il più a lungo possibile, è necessario tener conto di una buona gestione termina. Le cover in silicone o TPU — materiale tipicamente usato per realizzare accessori per gli smartphone —, pur sembrando ottime in termini di resistenza agli urti, disperdono molto lentamente il calore. Quest’ultimo, quindi, non solo rimane stabile ma rischia di accumularsi. Un discorso analogo, ad esempio, avviene anche per le cover realizzate in pelle. Se poi questi elementi si uniscono a uno spessore considerevole volto a proteggere ulteriormente gli smartphone, il rischio aumenta.

La prospettiva, invece, cambia se le cover sono realizzate in alluminio che, a differenza delle precedenti, rilascia calore con una velocità decisamente superiore. Purtroppo non è tutto oro ciò che luccica. Anche questa tipologia presenta dei difetti, seppur differenti dagli altri. L’alluminio, infatti, rischia di diventare più caldo al tatto e risulta essere generalmente più fragile rispetto ad esempio al silicone. Ovviamente scegliere di rispettare degli accorgimenti è necessario soprattutto tenendo conto del tempo e della frequenza, così come della ricarica rapida: tutti fattori che possono contribuire a surriscaldare il telefono, specie se protetto da materiale non propriamente idoneo.

Stefania Cirillo