Samuele Carrino, nato nel 2009, è un giovane attore emergente, noto per aver interpretato Andrea Spezzacatena nel film del 2024 Il ragazzo dai pantaloni rosa. Samuele ha debuttato con successo in questo ruolo drammatico sul bullismo e dal 2025 entra nel cast della serie Netflix Riv4li.

Origini pugliesi, appena 17 anni ma ha iniziato dalla tenera età ad affacciarsi al mondo della recitazione: “Coltivo questa passione dai tempi dell’asilo” – ha raccontato al Corriere della Sera – “Ho cominciato dal teatro, poi mi sono appassionato al mondo del cinema e della tv”.

La triste storia di Andrea Spezzacatena lo ha colpito, ha sentito forte il bisogno di veicolare un messaggio oltremodo urgente e necessario. “Non conoscevo la storia di Andrea ma appena ho letto il copione ho capito che era un film necessario e ho sentito una voglia assurda di essere l’Andrea che stavano cercando. Così mi sono documentato, ho letto il libro, ho visto le interviste e ci ho messo il cuore perchè è lì che deve arrivare il film, al cuore di tutti. Sia quello dei bulli per capire che anche le parole e non solo i gesti possono uccidere; sia al cuore delle persone bullizzate affinchè comprendano che le loro parole le possono salvare”. Samuele Carrino ha anche raccontato: “Il momento per me più toccante è stato l’incontro con la madre, Teresa. La prima cosa che abbiamo fatto è stata abbracciarci”.

Samuele Carrino, dal film al teatro con Il ragazzo dai pantaloni rosa

Dopo il successo cinematografico, il racconto ispirato alla vicenda reale del quindicenne romano vittima di bullismo e cyberbullismo approda per la prima volta sul palcoscenico del teatro Sistina a febbraio 2026, con una nuova forma narrativa, capace di unire musica, parola e memoria civile. Lo spettacolo è diretto da Massimo Romeo Piparo e nasce dall’adattamento teatrale del libro di Teresa Manes, madre di Andrea, da anni impegnata in un’intensa attività di sensibilizzazione contro la violenza giovanile.

La messinscena sceglie la formula del musical jukebox, integrando celebri brani della musica pop italiana in una drammaturgia che evita ogni spettacolarizzazione del dolore. Al centro resta la solitudine di un adolescente colpito per un dettaglio divenuto simbolo, quei pantaloni scoloriti che si trasformano in marchio e condanna sociale.

«Non è un musical sul bullismo, ma sulla responsabilità», ha spiegato Piparo durante la presentazione ufficiale, chiarendo la volontà di rivolgersi anche al mondo adulto. Una linea rafforzata dalla presenza di una voce narrante matura, proiezione possibile dell’Andrea che avrebbe potuto diventare.