La leader del partito di estrema destra francese Rassemblement National Marine Le Pen ha detto che intende candidarsi alle elezioni presidenziali di aprile 2027 nonostante la condanna per appropriazione indebita di fondi pubblici, dopo che martedì la Corte d’appello di Parigi ha ridotto la pena nei suoi confronti rendendola tecnicamente eleggibile.

La Corte d’Appello di Parigi ha giudicato colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici Marine Le Pen, nel caso dei falsi impieghi all’Europarlamento. Confermata dunque la sua colpevolezza, ma è stata ridotta la pena di prima istanza da 4 anni a 3 di carcere, di cui uno con il braccialetto elettronico. Per quanto riguarda la sua ineleggibilità (in primo grado era stata condannata a cinque anni), la pena è stata ridotta a 45 mesi, di cui 30 sospesi, e quindi solo 15 effettivi e già scontati, visto che hanno iniziato a decorrere da marzo 2025.

Per i giudici Le Pen avrebbe messo in piedi un “sistema”, fra il 2004 e il 2016, per mettere le mani sugli stipendi versati dal Parlamento europeo ai suoi eurodeputati, somme destinate a remunerare gli assistenti del partito (allora Front National) nel quadro delle loro funzioni a Bruxelles ea Strasburgo. Secondo l’accusa, gli assistenti lavoravano in realtà unicamente per il partito o addirittura per i loro dirigenti. E con la sentenza di primo grado – arrivata nel marzo dello scorso anno – il tribunale avevano quantificato il danno arrecato alle casse delle istituzioni europee in 3,2 milioni di euro, dopo aver sottratto 1,1 milioni già rimborsati da una parte dei 25 imputati.

Le Pen è stata condannata in secondo grado anche a tre anni di carcere, di cui due con pena sospesa e uno da scontare con braccialetto elettronico. Durante un’intervista a TF1 Le Pen ha detto di essere «felice» della decisione dei giudici sull’ineleggibilità ma di essere in disaccordo con la condanna, contro la quale ha detto di voler presentare ricorso in Corte di Cassazione.