Gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi contro l’Iran, nelle prime ore di mercoledì, colpendo oltre 80 obiettivi iraniani, secondo il Comando centrale statunitense. Il Stati Uniti hanno affermato che le operazioni sono state effettuate in risposta agli attacchi di Teheran contro tre navi nello Stretto di Hormuz. “Le forze statunitensi hanno colpito sistemi di difesa iraniani, reti di comando e controllo, radar costieri, capacità missilistiche antinave e oltre 60 piccole imbarcazioni del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica nello e nei pressi dello stretto”, ha dichiarato l’esercito USA in un comunicato diffuso su X.

Il presidente americano Donald Trump avrebbe approvato il piano d’attacco contro l’Iran, e ne avrebbe ordinato l’esecuzione, mentre si trovava in Turchia per il vertice Nato. Lo riporta Axios citando come fonte un funzionario statunitense.

Ad Ankara, Trump avrebbe tenuto un incontro con il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario al Tesoro Scott Bessent e il capo di Stato Maggiore congiunto, generale Dan Caine. Secondo il funzionario, “questa risposta è la diretta conseguenza degli atti di terrorismo internazionale perpetrati dall’Iran contro navi innocenti in transito nello Stretto di Hormuz. Gli iraniani conoscono le conseguenze delle loro azioni sconsiderate, eppure hanno scelto di perpetrare questi attacchi”. Gli attacchi, prosegue il funzionario statunitense, “sono stati da quattro a cinque volte più estesi e potenti rispetto a quelli effettuati a Hormuz dieci giorni prima”.

L’Iran ha avvertito immediatamente Washington che prenderà “tutte le misure ritenute necessarie”

L’Iran ha avvertito immediatamente Washington che prenderà “tutte le misure ritenute necessarie”, aumentando il rischio che l’accordo provvisorio per fermare i combattimenti possa saltare, mettendo nuovamente a rischio l’intero Medio Oriente di un conflitto più ampio

Il CENTCOM ha precisato di aver colpito obiettivi iraniani tra cui sistemi di difesa aerea, radar e oltre 60 piccole imbarcazioni utilizzate dalle Guardie rivoluzionarie, la forza paramilitare iraniana.

L’esercito statunitense resta “schierato e pronto a chiamare l’Iran a risponderne quando l’accordo non viene rispettato o osservato”, ha aggiunto, precisando che questa serie di attacchi si è conclusa.

Il ministero degli Esteri iraniano ha accusato gli Stati Uniti di violare ripetutamente il memorandum d’intesa concordato tra le due parti e ha minacciato ritorsioni. “L’era della prepotenza e del ricatto è finita”, ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. “Non porta da nessuna parte. Non ci pieghiamo”.

Iran: “Colpite basi militari Usa in Kuwait e Bahrein”

L’Iran afferma di aver colpito basi statunitensi in Kuwait e Bahrein, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato iraniana. Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato di aver colpito decine di installazioni militari statunitensi in Bahrein e Kuwait in risposta agli attacchi americani, secondo un comunicato diffuso dall’emittente statale IRIB. “In una prima risposta a questa aggressione, la Marina e le Forze Aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie hanno condotto un’operazione con missili e droni, colpendo 85 installazioni militari statunitensi chiave” nei due Paesi, e abbattendo un drone MQ-9, si legge nel comunicato.