Pietro Morandi, conosciuto come Tredici Pietro, classe 1997, è il figlio di Gianni Morandi e Anna Dan. Il cantante di Monghidoro è padre anche di Marco e Marianna, nati dal suo matrimonio con Laura Efrikian. Pietro ha sempre le idee molto chiare riguardo il suo futuro: il figlio più giovane del cantante di successi indimenticabili come Fatti Mandare dalla Mamma ha infatti scelto di intraprendere una carriera musicale con l’obiettivo di sfondare come rapper. Sin da piccolo si è appassionato al rap, ascoltando le canzoni di Fabri Fibra, come racconta a Le Iene: «A scuola, dopo pranzo, cantavo Applausi per Fibra. È il mio pezzo preferito.
Tredici Pietro cresce nell’ambiente musicale, circondato da artisti e dalle canzoni di papà Gianni Morandi che cerca di coinvolgerlo. Piano piano inizia a capire quale è la strada giusta per lui, quella della musica, ma vuole sin da subito discostarsi dal papù e quindi sceglie come pseudonomi Tredici Pietro, “nascondendo” il suo cognome, Morandi.
Il 7 giugno del 2019 publica Assurdo, il suo primo EP, con all’interno sette brani e l’unico featuring, Farabutto con Madame. Nel 2021 esce il suo secondo EP, X questa notte, tra i featuring ci sono Mecna, Nayt e Giaime. Il 4 aprile 2025 è uscito il nuovo album, “Non guardare giù”, tra i duetti, anche Fabri Fibra che di lui ha detto a Le Iene: «A livello musicale il ritornello di “Che gusto c’è” lo potevano cantare anche altri dieci cantanti, ma chi è che ha la credibilità per dire ‘voglio fare il cantante’? Di sicuro non chi ha vinto Sanremo, per dire, perché il contante lo ha fatto lì. Mi serviva qualcuno che avesse fame, sia di ambizione, di fare carriera… ma anche fame di soldi».
Le forti parole di Tredici Pietro
In un’intervista al Messaggero ha rivelato di aver abusato di psicofarmaci, lo dice espressamente anche in una delle canzoni, ‘Morire’, che è contenuta nel suo nuovo album, ‘Non guardare giù’.
Tutto è successo dopo il trasferimento da Bologna a Milano: “Mi ero trasferito da Bologna a Milano. Non solo per lavoro, ma anche per vivere insieme alla mia ex ragazza. È andato tutto male, però. La relazione è finita. E a Milano mi sono perso. Lo dico anche in Morire: ‘Sopra Milano c’è solo il cielo grigio / perché veramente è la città dei cattivi / e veramente mi sentivo smarrito’. Mi sentivo uno sfigato”.
A Milano, “bisogna essere fighi a tutti i costi, seguire le mode, farsi vedere sempre. Banalmente, non ci si può prendere un anno di tempo per fare un disco. Sono andato in tilt e ho cominciato ad avere comportamenti autolesionistici”. Non ha mai avuto pensieri suicidi, però si faceva “male usando sostanze”.





