ZeroCalcare, nome d’arte di Michele Rech, nasce il 12 dicembre 1983 ad Arezzo e cresce prima in Francia, Paese natale della madre, e poi a Roma nella zona Rebibbia. Michele frequenta il Liceo Chateaubriand e quando i genitori si separano lui rimane con la madre e la nuova compagna. Nel 2001 inizia la carriera da fumettista realizzando un racconto a fumetti delle giornate del G8 di Genova, per poi partecipare a diverse edizioni di Crack Fumetti Dirompenti al Forte Prenestino e numerose manifestazioni organizzate nei centri sociali italiani. Il nome d’arte ZeroCalcare nasce nel momento in cui Michele si ritrova a dover scegliere un nome utente per partecipare a una discussione su Internet, e per farlo si ispira al ritornello della pubblicità televisiva di un prodotto anti-calcare per ferro da stiro.

A partire dal 2003, ZeroCalcare inizia a collaborare come illustratore con il quotidiano Liberazione, il settimanale Carta, il mensile la Repubblica XL, la rivista Canemucco e il webcomic Safe Inside per la divisione online della DC Comics. La sua tecnica di disegno, che tende a raccontare temi di attualità filtrati dalle sue personali esperienze di vita, diventa ben presto molto popolare. La vera notorietà arriva però nel 2011 con la pubblicazione del suo primo albo a fumetti dal titolo La profezia dell’Armadillo. Nello stesso anno, apre un blog a fumetti seguito da migliaia di persone ogni giorno e nel 2012 arriva anche secondo albo a fumetti: Un polpo alla gola. Negli anni successivi ZeroCalcare ottiene diversi premi e riconoscimenti grazie alla sua arte.

Nel 2018 La profezia dell’Armadillo diventa un film e nel 2021 esce sulla piattaforma Netflix la serie animata Strappare lungo i bordi, di cui ZeroCalcare è autore e interprete. Nel 2023 esce poi, sempre su Netflix, la seconda serie animata Questo mondo non mi renderà cattivo. Per il 2026 è prevista l’uscita di una nuova serie con la collaborazione di Valerio Mastandrea.

Vita privata di Zerocalcare

Zerocalcare ha un rapporto con il padre abbastanza “arrugginito”, a causa della separazione dei genitori avvenuta quando aveva solo 5 anni, e che per molto tempo ha convissuto con forti sensi di colpa per essere rimasto con la madre lasciando il padre.

Dopo la separazione Zerocalcare – che aveva 5 anni – è cresciuto con sua madre e la sua nuova compagna. Per parlare di questo nel libro le ha chiesto il permesso: “Mia madre me lo ha dato. Mi ha detto solo: ‘Fai come te pare’. Io però credo di aver trattato la cosa con grande eleganza”. Essere andato a vivere con la mamma ha generato in lui un profondo senso di colpa da bambino, come ha raccontato ai microfoni di Deejay Chiama Italia: “Mi ricordo che il mio grosso senso di colpa è stato: ‘Io e mia madre andiamo via e lasciamo mio padre da solo’. Quella cosa l’ho vissuta molto male. Mi faceva tristezza. A cinque anni è sbagliato provare pena verso un genitore. Ma lui non faceva il matto o disperava, ero io che sentivo che stavo facendo qualcosa di strano”.