Anna Galiena ha avuto due grandi amori nella sua vita, con i quali è convolata a nozze. Il primo, uno scrittore americano di nome John, definito da lei stessa come “l’uomo giusto al momento sbagliato”; il secondo, il produttore cinematografico Philippe Langlet, che ha invece etichettato come “l’uomo sbagliato al momento giusto”. Entrambi i matrimoni si sono conclusi con un divorzio e non ha avuto figli, sebbene nel suo cuore sentisse ardere il desiderio di una maternità. “Mi sentivo portata a diventare madre, ma non è successo“, ha raccontato in un’intervista al Corriere della Sera. “Forse, dato il mio lavoro non era possibile conciliare i due ruoli. Non mi sento irrealizzata, vivo felicemente un’esistenza solitaria. Il mio sogno è ritirarmi, un giorno, in una piccola isola siciliana, di cui non dico il nome, e dove posseggo una piccola casa, per godere in pieno del mistero della natura”.
La storia di Anna Galiena, musa di Tinto Brass
Nata a Roma nel 1954 da una famiglia borghese, Anna Galiena si appassiona alla recitazione sin da piccolissima. A quattro anni, infatti, calca già il suo primo palcoscenico nel ruolo di Maria in una recita parrocchiale. Ha le idee chiare: da grande vuole diventare un’attrice. Inizia così a studiare danza e recitazione al Teatro dell’Opera di Roma, ma presto la famiglia si opporrà a quel suo sogno indirizzando la ragazza verso un altro futuro.
Ma quel desiderio, di stare sui palchi e sotto i riflettori, non abbandonerà mai Anna. Dopo diversi anni lontana dal mondo della recitazione, appena 19enne lascia gli studi universitari e la casa in cui vive con la famiglia per trasferirsi con un gruppo di amici in Ciociaria. Saranno quegli anni di libertà a darle la spinta di riprendere in mano i suoi sogni e realizzarli.
Nel 1976 salutata l’Italia. Anna Galiena si trasferisce a Toronto dove diventa il volto di uno spettacolo televisivo. Poi vola a New York: nel 1980 entra a far parte dell’Actors Studio di Elia Kazan. Questo momento segna il suo debutto ufficiale nel mondo dello spettacolo.
Forte dell’esperienza americana, Anna decide di tornare in Italia per diventare una stella del cinema e della televisione. E ci riesce: le porte sono socchiuse, pronte a essere spalancate. Entra a far parte del cast del film di Carlo Vanzina Sotto il vestito niente e interpreta Natasha in Tre sorelle di Čechov.
Sono anni pieni di impegni lavorativi per Anna Galiena che si ritrova divisa tra il teatro e il cinema italiano e internazionale. Verso la fine degli anni ’80, infatti, lavora anche a produzioni francesi, spagnole e statunitensi collezionando in tutta la sua carriera apparizioni in oltre 90 pellicole.
Ma è sopratutto una che porta il nome di Anna sulla scala più alta della popolarità, nel bene e nel male. Nel 2002 l’attrice diventa la musa di Tinto Brass, diventa la protagonista di Senso ’45.
Tinto Brass la sceglie per uno dei suoi film più celebri e più discussi, lo fa perché lei rappresenta la perfezione, la sensualità e la bellezza femminile. L’attrice accetta, si spoglia dei suoi abiti e interpreta il personaggio più discusso e seducente della sua carriera.
Dopo la collaborazione con Tinto Brass, Anna Galiena continua a recitare, lo fa a teatro, al cinema e in televisione continuando a indossare gli abiti da femme fatale che gli calzano a pennello. I registi lo sanno e lei accetta. Eppure, la donna che si nasconde dietro a quell’attrice talentuosa è molto diversa da quello che possiamo immaginare.
È una donna molto riservata che sceglie consapevolmente di tenere la sua vita privata lontana dai riflettori, ma che non smette mai di mettersi in gioco, professionalmente e sentimentalmente. Nella vita l’attrice italiana ha avuto due grandi amori, con i quali è convolata a nozze, uno scrittore americano di nome John e il produttore cinematografico Philippe Langlet





