Rocco Casalino ha parlato spesso della sua infanzia difficile e del suo rapporto complicato con il padre che è arrivato persino ad odiare. “Ho vissuto una vita a indossare vestiti usati, usare materassi usati, mobili usati”, ha detto Casalino, nato in Germania da una coppia di immigrati italiani. “Eravamo degli extracomunitari, mi sentivo sempre fuori posto”, ha continuato.
Aveva raccontato anche le violenze a cui ha assistito nella sua famiglia, quando vedeva la sua mamma picchiata dal papà. “Sono arrivato a odiare mio padre. Non vorrei odiarlo, è mio padre. Non è facile per un figlio parlare di suo padre in modo così crudo come ho fatto nel libro Il portavoce, ma è importante parlando della violenza sulle donne, far capire anche le conseguenze sui figli. Vedere la propria mamma umiliata è difficile”, ha detto Casalino commosso.
“Con mia mamma, anche di conseguenza, ho un legame fortissimo. Ancora oggi ogni giorno penso a tutto quello che ha vissuto e ogni suo dolore diventa un dolore anche per me”, ha continuato. “Mia mamma per pagarmi gli studi ha venduto un garage, l’unica cosa che avevamo. Quando sono arrivato alla laurea non avevo nemmeno i soldi per rilegare la tesi, me li ha prestati mia sorella”, ha raccontato.
Nella sua autobiografia, l’ex portavoce e capo dell’ufficio stampa di Giuseppe Conte quando era del presidente del Consiglio scrive che al capezzale di suo padre ha pensato “muori”; spiega che “si parla molto di violenza sulle donne, ma va messo un accento anche a tutta la violenza che subiscono i figli che vivono quella violenza in casa, no? Era un po’ un segnale a voler dire a tutti gli uomini violenti che un giorno pagherete un prezzo.





