Cultura

Chiara Ferragni a Palazzo Barberini, ed è caos

Chiara Ferragni è stata in visita alla Galleria Nazionale d’Arte Antica Palazzo Barberini Corsini in Roma. A dare notizia ufficiale è stata la Galleria stessa, sui propri canali Instagram e Facebook.

Palazzo Barberini ospita Chiara Ferragni ed è subito polemica

Chiara Ferragni in visita alla Galleria Nazionale d’Arte Antica Palazzo Barberini Corsini in Roma.
Chiara Ferragni in visita alla Galleria Nazionale d’Arte Antica Palazzo Barberini Corsini in Roma.

Si scateneranno polemiche? Lei è Chiara Ferragni e ha scelto di visitare Palazzo Barberini per scoprire uno dei più importanti musei romani. E voi quando verrete a scoprire le nostre meraviglie?

Scrive Palazzo Barberini su Instagram, pubblicando le foto di Chiara.

https://www.instagram.com/p/CElyIzRpCRp/?igshid=om16lphdrvp7

Le foto della nota influencer, immortalata accanto alla Giuditta e Oloferne di Caravaggio e all’ Amor Sacro e Amor Profano di Giovanni Baglione, sono state postate anche sul suo canale Instagram che conta ben venti milioni di follower.

Le tappe culturali e i commenti

Numerosi e immediati i commenti degli utenti tra cui: «Marchetta pubblicitaria», «Ringrazio gli Uffizi, i Musei Vaticani e le gallerie Barberini Corsini per avermi fatto conoscere Chiara Ferragni, non avevo idea di chi fosse» o « Triste pensare che le persone debbano essere stimolate in questo modo», un’ondata di bufera.

Altri, al contrario, hanno replicato positivamente «La sua visita porterà sicuramente nuovi visitatori alle Gallerie. Mi pare un fatto molto positivo», «Ritengo bellissimo vedere la Ferragni provare interesse per uno dei Musei più belli di Roma».

https://www.instagram.com/p/CEl3E5rhDZz/?igshid=1hjdjvcv4w63q

Il “caso mediatico” era nato a Luglio con un selfie che ritraeva l’influencer agli Uffizi di Firenze accanto alla Venere di Botticelli e se allora il Direttore del Museo Eike Schmidt aveva manifestato tutta la sua verve “giovanilista” dichiarando una «visione democratica» dell’arte dall’altro lato c’era chi, tra gli studiosi, non ne aveva condiviso la scelta.

Tra questi, Tommaso Montanari ne criticava “l’operazione” sostenendo come la Primavera di Botticelli fosse diventata una “testimonial alla Ferragni” e non l’inverso.

Inoltre, sarcastico e pungente stavolta è stato l’intervento di Daniele Radini Tedeschi, uno tra gli autorevoli studiosi del Caravaggio, sul suo canale instagram.

Seguito da oltre trentaseimila follower ha vivacemente commentato l’accaduto ponendo l’attenzione sulla necessità di una emancipazione dei Musei, specie se pubblici e statali, da mode, social, scelte di marketing o testimonial e scatenando così una querelle di interazioni negative degli utenti verso il Museo.

E siamo solo all’inizio. 

Serena Votano

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