La procura di Monza, ieri 27 ottobre, ha chiesto una condanna a nove mesi di reclusione per Marco Castoldi, in arte Morgan. Il cantautore, a processo per oltraggio a pubblico ufficiale, è accusato di aver rivolto insulti agli agenti di polizia intervenuti nel giugno del 2019, in occasione dello sfratto dalla sua casa del quartiere Triante di Monza.
Nel 2019 avrebbe rivolto improperi alle forze dell’ordine intervenute per eseguire lo sfratto dal suo appartamento di via Adamello, a Monza, che era stato disposto dopo un pignoramento per debiti. Il musicista, cantautore ed ex leader dei Bluvertigo non aveva infatti pagato gli alimenti alle due ex compagne, Asia Argento e Jessica Mazzoli, per il mantenimento delle figlie Anna Lou e Lara. La sentenza del giudice Valentina Schivo è attesa il 17 novembre. Nel frattempo, Morgan, assistito dall’avvocato Roberto Iannaccone, si è dichiarato innocente.
Secondo l’accusa, Morgan avrebbe rivolto ai poliziotti epiteti offensivi chiamandoli “mostri, ignoranti“, “ridicoli”, arrivando anche a paragonarli a “boia“ e “becchini”. Il cantautore, assistito dall’avvocato Roberto Iannaccone, si è difeso, sostenendo di non aver riconosciuto i poliziotti, perché non erano in divisa.
“Mi trovavo in uno stato di profonda sofferenza nel lasciare quella che era non solo la mia casa, ma anche il luogo di lavoro, dove avevo lo studio di registrazione e i miei strumenti”, dice Morgan dichiarandosi innocente. L’esecuzione dello sgombero era stata preceduta da diverse polemiche: “Io non accettavo in toto la vicenda, per come si era sviluppata. Quel giorno ero in grande sofferenza psicologica; quelle persone non le avevo identificate come poliziotti perché non si erano qualificate come tali, non erano in divisa, e uno di loro mi riprendeva con una telecamera in mano”.





