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Christian De Sica e il rapporto con il padre Vittorio: “Aveva più vite, due mogli e altri figli”

Per Christian De SicaVittorio De Sica è stato un padre piuttosto ingombrante. Non solo in quanto ‘grande’ attore e ‘grande’ regista, ma anche per via della sua famiglia ‘allargata’ comprensiva di due mogli (uno il matrimonio valido per la legge italiana, il primo, quello con Giuditta Rissone) e tre figli avuti da due donne diverse.

Christian e Manuel, suo fratello maggiore, erano infatti figli di María Mercader, attrice spagnola con cui Vittorio convolò a nozze in Messico e in Francia dopo aver ottenuto il divorzio in questi due stati, mentre Emi, la primogenita, era frutto dell’unione tra lui e la Rissone. Vivere in una famiglia allargata non fu facile per nessuno: Christian ricorda ancora la prima telefonata con la sorellastra, che suo padre Vittorio aveva voluto rimandare, temendo che i tre non andassero d’accordo. “Ci chiama, dicendo: ‘Pronto sono tua sorella’. Quando papà seppe della telefonata, ci chiese preoccupato: ‘Che v’ha detto?’. Io gli rispondo: ‘Che è nostra sorella! E tu papà ce lo potevi dire prima, no?’”

Ha avuto tantissime amanti ma la sola donna di cui fosse davvero innamorato è stata la sua seconda moglie, l’attrice catalana Maria Mercader da cui ha avuto due figli Manuel e Christian. Dopo il divorzio dalla prima moglie Giuditta Rissoni non seppe mai rinunciare alla sua prima famiglia. Avviò così un doppio ménage, con doppi pranzi nelle feste e uno stress notevole. La prima moglie accettò di mantenere in piedi un matrimonio di facciata pur di non togliere alla figlia Emi la figura paterna

Christian De Sica e il rapporto con il padre Vittorio: “Era severo”

Nella stessa intervista rilasciata nel 2020 al Corriere, Christian ripercorre la sua vita al fianco del padre Vittorio De Sica:

“Il primo consiglio da parte di papà quando stavo per esordire in palcoscenico a 18 anni? Con tono rigoroso mi raccomandò: Christian, prima di entrare in scena, un’ombra di grigio sulle palpebre e basta!”. In effetti, fu proprio lui a benedire il figlio e a consacrarlo definitivamente ad attore di cinema e teatro. È un po’ troppo definirlo ‘erede’, forse, visto che i due hanno sempre recitato in pellicole di generi diversi, motivo per cui sarebbe sbagliato anche solo azzardare un confronto: “Mi vergognavo a fare l’attore, con padre attore e grande regista, e madre attrice. Mi sentivo un cane, non volevo fare brutte figure”, confessa Christian. Per questo emigrò in Venezuela: “Conoscevo lo spagnolo grazie a mamma e volevo provare a cimentarmi nelle prime esperienze artistiche lontano da casa per non dover subire ingombranti paragoni”, racconta ancora l’attore

Quando tornò, dovette riprendere gli studi in lettere: suo padre voleva che si laureasse. “Quando gli avevo espresso il desiderio di fare l’attore, mi aveva risposto a brutto muso: sei matto? Per accontentarlo, frequentavo le lezioni di giorno, però di sera di nascosto cominciavo a esibirmi in qualche locale. Ho dato solo 7 esami: due 30 e lode e cinque 30”. Dalla descrizione di Christian emerge il ritratto di un padre severo: “Teneva molto alla nostra educazione: a tavola non si dicevano parolacce, ma non faceva sentire il suo peso di artista internazionale. Mi sono reso conto della sua importanza al funerale: una marea di gente al Verano che gli rese omaggio e alla fine un lungo applauso. Anche da morto faceva spettacolo”. Vittorio De Sica era un mito anche per lui, per questo si rammarica di averlo frequentato poco: “L’ho conosciuto che aveva già i capelli bianchi. Quando mio fratello e io eravamo piccoli non giocava con noi, non ci portava sulle giostre o al lunapark, semmai ci faceva recitare, a casa, in scenette davanti agli amici”.

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