Nell’ultima settimana il sud Italia è stato colpito da una devastazione meteorologica che ha interessato principalmente tre regioni. Il ciclone Harry in Sardegna (zona colpita insieme a Sicilia e Calabria) ha lasciato una scia di danni a cose e persone, e soprattutto al territorio e al paesaggio. Considerata l’altissima densità di aree archeologiche presenti nell’isola, non è strano che, insieme alle mareggiate, siano emersi anche dei nuovi reperti archeologici di epoca fenicio punica.
Ciclone Harry, in Sardegna il mare restituisce reperti archeologici

Ad essere maggiormente colpito è stato -putroppo- il Sud Sardegna. In quest’area infatti sono presenti tesori preziosissimi come l’area archeologica di Nora, che ha subito gravi danni, trovandosi a pochi metri dal mare. L’area archeologica di epoca fenicia (risalente quindi all’VII sec. a. C.) è stata scoperta, alla fine dell’Ottocento, proprio grazie ad una mareggiata. Ed in questi giorni le scoperte sembrano continuare: il mare ha restituito alcuni reperti di epoca fenicio-punica. Subito, comunque, sono intervenute le autorità per ripristinare le condizioni del sito, che risulta gravemente danneggiato. La sovrintendenza ha già, infatti, avviato gli accertamenti.
Anche a Domus de Maria, sul litorale di Chia, sono emerse alcune strutture antiche: due tombe e diversi reperti archeologici. Prontamente sono intervenuti i carabinieri. Anche qui, i reperti ritrovati potrebbero risalire all’epoca fenicia. Dopo l’arrivo della Soprintendenza, l’area è stata subito messa in sicurezza dai militari dell’Arma, che hanno avviato le divute procedure di tutela previste in casi di rinvenimenti archeologici.
Marianna Soru





