Parco Nazionale del Cilento. PhotoCredit: dal web.
Parco Nazionale del Cilento. PhotoCredit: dal web.

Bentornati al nostro abituale appuntamento con ViaggiAmo. Oggi andiamo alla riscoperta del Cilento, collocato nell’area meridionale della Campania, in provincia di Salerno. Conosciuto soprattutto per le bellezze costiere, dalle spiagge selvagge e incontaminate, il territorio vanta un grandissimo patrimonio di storia, arte e cultura. 

Il Parco Nazionale del Cilento

Iscritto nella lista UNESCO del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano vanta questo riconoscimento a partire dal 1997: per la prima volta un Parco mediterraneo veniva riconosciuto sito UNESCO, con la denominazione di Paesaggio Culturale. In questo modo era sottolineata l’importanza di difendere e tutelare un territorio ricco di natura e storia. Fondamentale per la valutazione dell’area è stato, infatti, l’elemento antropico che ha caratterizzato il territorio. Caratteristica resa necessaria secondo le Linee guida operative di selezione dell’UNESCO.

Il Parco Nazionale del Cilento è il risultato dell’opera combinata della natura e dell’uomo. Rientra nella categoria di paesaggi evolutivi, risultato di istanze storiche, sociali, economiche, artistiche e spirituali, e assume il suo assetto attuale in combinazione ed in funzione del suo ambiente naturale.

Da un punto di vista paesaggistico, il Parco garantisce uno spettacolo di colori incredibile, tale è la varietà di flora e fauna che lo vive: ci si troverà immersi tra le cime montuose che ospitano aquile e falchi pellegrini, i pascoli abitati da lupi e bellissime farfalle, le fitte foreste di faggio e i limpidi corsi d’acqua. Ricordiamo, in particolare, che l’area ospita una tra le più alte vette della Campania, Monte Cervati, i cui sentieri sono centro di interesse per i veri appassionati di trekking.

I siti archeologici del Cilento: Paestum e Velia

L’area archeologica di Paestum è una dei principali siti archeologici del mondo ed è meraviglioso rendersi conto di quanto testimonianze tanto antiche riescano ad essere ancora oggi così forti e predominanti per il territorio. La città fu fondata nella Piana del Sele, soprannominata la Piana degli Dei, dai coloni greci agli inizi del VI secolo a.C con il nome di Poseidonia, la città di Nettuno.

Visione aerea dei templi di Era e Poseidone. PhotoCredit: dal web.
Visione aerea dei templi di Era e Poseidone. PhotoCredit: dal web.

In seguito fu occupata dai lucani che la ribattezzarono Paistom, nel 273 a.C. Roma, infine, vi fondò la colonia latina di Paestum dotandola di terme, foro e anfiteatro. Oggi, all’interno del sito, è possibile ammirare due aree sacre in cui si distinguono in particolari i tre maestosi templi, ancora perfettamente eretti. Si tratta degli edifici sacri dedicati ad Atena, Era e Poseidone, di estremo pregio e valore storico. Sono, infatti, chiare e dirette testimonianze dell’architettura sacra, di origine greca.

Velia, l’antica Elia, fu un’importante città della Magna Grecia fondata intorno al 540 a.C. da esuli di Focea sulla sommità di un promontorio. Il secolo successivo la città divenne nota soprattutto per la scuola filosofica di Parmenide e, poi, di Zenone. In epoca romana fu municipio, prendendo il nome con cui si conosce oggi.

Abitata anche nel corso del Medioevo, l’area si ridusse tuttavia alla zona interamente dedicata all’acropoli. Di quest’ultima fase, è ancora visibile il castello, dotato di torre d’avvistamento. Del sito archeologico si possono, ad ogni modo, ammirare diverse fasi di insediamento, di cui resta traccia soprattutto attraverso edifici di età ellenistica e imperiale, collocati dentro le mura.

Le spiagge del Cilento: Palinuro

Tra gli scorci marini, dalle acque cristalline, è sicuramente fondamentale indicare Palinuro come una delle mete di estremo interesse. La località, famosa tra i turisti perché unione di ampie distese di spiagge e paesaggio roccioso, caratterizzato da vere e proprie grotte immerse nelle limpide acque, è resa affascinante anche da una leggenda. Palinuro deve il suo nome al nocchiero di Enea caduto in questo mare e ucciso dagli abitanti del luogo quando raggiunse la terraferma.

Palinuro. PhotoCredit: dal web.
Palinuro. PhotoCredit: dal web.

Attrazione principale di Palinuro è sicuramente Capo di Palinuro che, con le sue 5 punte frastagliate sul mare, è sovrastato da un faro. Innumerevoli sono, poi, le grotte, di cui la più visitata è Grotta Azzurra. Questa è chiamata così in quanto i raggi del sole che filtrano al suo interno creano particolari giochi di luce: l’acqua arriva a raggiungere il colore blu intenso.

Perché dunque visitare il Cilento? La risposta è semplice. Il paesaggio così ricco e vario lo rende un luogo davvero affascinante, capace di appassionare proprio tutti, dagli amanti della montagna, a chi invece preferisce il mare. Per non parlare delle testimonianze storiche, che attirano visitatori, non solo esperti, da tutto il mondo.

Martina Pipitone

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