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Cina: Microsoft ha annunciato la chiusura di LinkedIn

Annunciata da Microsoft la chiusura di LinkedIn in Cina. In corrispondenza della chiusura verrà lanciata una nuova app “InJobs” che non avrà però le funzionalità di un social network.

Microsoft ha annunciato la chiusura di LinkedIn in Cina, al suo post verrà aperta “InJobs”

Microsoft ha annunciato la chiusura di LinkedIn in Cina. Per ora la notizia pare non abbia avuto nessun impatto sul titoli in borsa, che ha chiuso a Wall Street in rialzo del 2% circa a 302,75 dollari. 

Nonostante il social network sia stato molto utile agli utenti in cerca di lavoro e opportunità economiche, non c’è stato un simile successo in altri aspetti, come la condivisione e la ricerca di informazioni. Ciò è stato causato dalla difficoltà di rispettare le richieste del governo cinese

LinkedIn ricordiamo che era l’unico social media americano presente in CinaFacebook aveva per anni cercato un approdo, ma senza successo. Stessa sorte era toccata a Twitter e Google, Instagram, Signal e Clubhouse che sono stati bloccati o hanno abbandonato il paese.

Verrà comunque lanciata, in corrispondenza della chiusura, una nuova app “InJobs” per consentire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Non ci saranno però né social feed, né la possibilità di condividere post e articoli.

Ecco cosa c’è dietro la chiusura di Linkedin

In occasione del debutto in Cina, il CEO Jeff Weiner (oggi Presidente esecutivo) aveva già evidenziato il “rischio” di entrare su quel mercato, considerata la censura imposta dal governo e quindi l’obbligo di eliminare i contenuti non approvati.

A marzo, LinkedIn aveva temporaneamente sospeso le registrazioni per valutare il rispetto delle leggi cinesi mentre a fine giugno, il governo cinese aveva intimato la compagnia di bloccare i profili di giornalisti e attivisti per i diritti umani, a causa di contenuti ritenuti “proibiti“ .Secondo quanto scritto dal Wall Street Journal, l’authority cinese che vigila su internet aveva imposto ai vertici di LinkedIn di regolare meglio i propri contenuti, dando loro 30 giorni di tempo.

Una decisione che aveva reso i rapporti fra l’azienda americana e la Cina sempre più tesi, viste le forti pressioni che sono poi diventate insostenibili, il che ha portato all’inevitabile decisione di lasciare il paese.

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