La piattaforma professionale che connette milioni di lavoratori in tutto il mondo, starebbe pensando di introdurre le stories nelle sue feed, simili a quelle di Snapchat. 

Una scelta alquanto insolita considerando la serietà di cui si fa vanto LinkedIn ma allo stesso tempo quasi necessaria data l’esigenza istintiva di sentirsi sempre più vicini al prossimo e la natura – per quanto professionale – social della piattaforma. 

In ogni caso, è già abbastanza imbarazzante – per quelli più insicuri – millantare i propri successi professionali sul profilo, addirittura includere video in tempo reale come testimonianza del lavoro che si starebbe compiendo o per accertarsi di aver effettivamente presenziato al salone del mobile, finirebbe per trasformare i contatti di ognuno in pericolosi ispettori fiscali! 

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Photo Credit: CanestriniLex

Attenzione, qui non si sta parlando di un banale – seppure spiacevole – video di presentazione o di un montaggio simpatico dell’ultimo convegno a cui si è stati, si sta parlando di dare un costante e dettagliato aggiornamento della propria vita professionale. 

Con Snapchat ci si ritrova spesso – per noia o per bisogno di stare a contatto con la natura – a trapiantarsi delle orecchie da coniglio sulla testa, su LinkedIn cosa ci si trapianterebbe? Delle antenne robotiche per mandare un messaggio al nostro datore di lavoro ricordandogli di pagare il nostro ultimo stipendio? 

LinkedIn Stories: un’ipotesi tragicomica

Proviamo ad immaginarci un ipotetico scenario: E’ lunedì, è una giornata particolarmente monotona a lavoro e tu, lavoratore medio, ti guardi disperatamente in giro in cerca di una distrazione. 

Butti l’occhio sul telefono e invece di scorrere le foto dei tuoi amici su Instagram, decidi di postare una story su LinkedIn. “Ciao ragazzi! Sto a lavoro e non sto facendo un ca…“,  cancelli – se sei fortunato e hai già imparato a farlo. Non sei una persona di spirito; tantomeno sei capace a fare battute. 

Ci riprovi. “Buongiorno amici!”, no, non hai amici. 

Allora, un profondo sospiro; ricominciamo. “Salve!”, si va bene, molto formale, “oggi giornata produttiva!” 

Ecco, ora tutti i tuoi contatti possono vederlo ed essere fieri del tuo contributo alla società. Soddisfatto, posi il telefono ma prima di tornare alle tue solite mansioni il tuo capo, che hai su LinkedIn, se la prende con te per aver sbagliato il calcolo dell’imposta su una delle fatture che hai mandato dieci giorni fa e che forse se fossi realmente produttivo e non perdessi tempo a dire idiozie sui social staresti più attento. 

LinkedIn stories: successo o fallimento?

Solo il tempo può dirlo!

C’è da dire che per quanto i recruiters possano trovare una novità di questo tipo vantaggiosa, i lavoratori, soprattutto over, potrebbero forse trovare sgradevole una tale imposizione. Oltretutto, pubblicare delle stories con i tuoi amici su Instagram può essere divertente, ma sentirsi obbligati a dover pubblicare qualcosa inerente al proprio lavoro può diventare scomodo; a tratti forzato.

Probabilmente l’azienda ha pensato di aggiornare l’applicazione rendendola più accessibile soprattutto agli utenti giovani. In questo momento si sta ancora valutando l’efficacia della novità all’interno dell’azienda prima di testarlo pubblicamente tra qualche mese.

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