Cultura

Clara Moroni: l’intervista alla Ferrari del rock

Per anni è stata una delle donne più amate dal popolo del Blasco. Nell’ultimo tour “VascoNonStop tour 2018” ha presentato il suo ultimo progetto da solista aprendo i concerti del Rocker di Zocca. Il titolo del suo album è “Unica” (proprio come lei). Noi di Metropolitan Magazine Italia, abbiamo avuto l’onore e il privilegio di poter intervistare la bravissima Clara Moroni.

Ho avuto la fortuna di sentirti dal vivo a Roma in apertura del concerto di Vasco del 12 giugno. Innanzitutto complimenti per la bellissima esibizione, ma che emozione è stata presentare il tuo album davanti ad un pubblico che ti conosce e ti ama da sempre?

Grazie. Non e’ stato facile. Mi sentivo un po’ un Gladiatore nell’Arena. E’ vero che la gente mi conosce e mi vuole bene, ma per tantissimi era la prima volta che ascoltavano me, la mia musica e il mio modo distare sul palco. Mi hanno osservata, ascoltata e poi mi hanno accettata. Per me e’ stato importante riabbracciare il popolo del Blasco a cui sono fortemente legata.

Com’è nata l’idea di presentare questo album in questo modo? Ovvero prima dei concerti di Vasco?

Quando, ai primi di gennaio, ho comunicato che non avrei potuto fare parte del tour 2018, ho pensato che ci sarebbero state delle polemiche (dato che le polemiche già erano nell’aria per il cartellino Giallo ad Andrea Innesto) ho pensato sarebbe stato meglio rendere più morbida la situazione. Ho chiesto a Vince Pastano di sondare cosa avrebbe pensato Vasco di una proposta del genere (l’avevo già chiesto anni addietro, ma non e’ piaciuto il fatto che stessi sul palco prima e poi durante il concerto) ma ora le cose erano diverse e a Vasco e’ piaciuta l’idea ed abbiamo iniziato a lavorarci sopra.

Ci vuoi descrivere questo tuo album e come mai la scelta del titolo: “Unica”?

Unica non e’ riferito a me, non sono una narcisista ne egocentrica. Unica parla del valore della nostra vita che e’ unica appunto, che l’illusione dell’immortalità’ che ci danno i beni materiali sono appunto una illusione e che il potere logora l’anima, sempre se chi ce l’ha ne ha una.

Come mai l’idea di fare un album ora? Era già in programma da qualche anno o è stata una scelta recente?

Era già un paio di anni che lavoravo in studio con Cristian Piccinelli e con Vince Pastano.  A settembre ho avuto un brutto incidente, ed in seguito e’ venuto a mancare un mio carissimo amico. Tutto questo ha accelerato la mia consapevolezza che dovevo riprendere in mano la mia vita, che andava un po’ come una barca fantasma. Dopo l’ok di Vasco ho iniziato subito a finire tutti i pezzi che avevo, e grazie alla collaborazione anche di Mattia Tedesco (chitarrista) abbiamo finito l’album in un baleno.

“Se avessi un figlio” è stato il primo singolo, come mai questa scelta?

Era il pezzo più adatto a far capire che le mie aperture al concerto erano energiche e che la gente non si sarebbe annoiata con sdolcinerie medio tempo. A me piace essere cosi’ sul palco, impazzire un po’, esprimere la mia forza mentale e fisica.

Sono diversi i temi trattati in questo album, ma cosa ci volevi comunicare?

A me piacciono le canzoni che mi parlano, che mi dicono qualcosa, che mi insegnano cose che non so, che mi fanno vedere cose che non immaginavo neanche, che mi arricchiscono. Non mi interessa sapere “cosa farei senza di te” o “quanto soffro perché te ne sei andato via”. Ci vogliono, ovviamente, questo tipo di canzoni, ma a me non dicono nulla. Non e’ che non sia sentimentale e romantica, lo sono, ma a modo mio. Nel mio album parlo di tutto, anche d’amore, ma principalmente parlo delle cose che ho vissuto, che vedo e se questo può aiutare qualcuno, ne sono felice.

È finito il VascoNonStop Tour, ma adesso partirà un tuo tour? Ci puoi già anticipare qualcosa?

Un tour vero e proprio arriverà in autunno, ora sto lavorando a nuove cose, nuove idee, ho molta voglia di scrivere. Comunque, qualche Live performance avvera’ anche questa estate, in posti interessanti

Per anni hai lavorato con Vasco, com’è stato e com’è tuttora il tuo rapporto con lui?

Un rapporto ottimo. Le persone come lui non sono semplici interiormente, ho visto le trasformazioni che sono avvenute in questi anni e il dolore e la sofferenza per cose che la maggioranza della gente non sa. Dopo il 2011 e’ rinato, ed ha dimostrato una incredibile forza di volontà, che nessuno pensava avesse dato che era un “Maledetto”. Invece ha consolidato una disciplina ferrea che gli consente di fare concerti come mai prima. Ho fatto anche un Post su Instagram per dire che, dimostrandolo a modo suo, mi vuole bene.

La tua è una voce unica, bella e molto rock, ma è arrivato il momento per Clara Moroni di intraprendere una carriera esclusivamente da solista?

Il mio sogno e’ sempre stato essere in una band. Una band come i Garbage o come i Depeche Mode. Al momento sono una solista, ma mi piacerebbe creare un organico con cui condividere creazioni ed esperienze live. Un cantante Rock senza la “sua” Band e’ come vedere Ricky Martin. In questo sono sentimentale.

Concludo chiedendoti del concerto dei concerti. Che esperienza è stata “Modena Park”?

“Ne e’ valsa la pena di essere qui, adesso”, questo pensiero mi e’ affiorato alla mente durante i fuochi finali. La preparazione al Modena Park e’ stata durissima. Stare su quel palco, tutto nero e metallo, sotto il sole cocente a provare per ore, e’ stato sfiancante. Gradi percepiti on-stage più di 40! Mi e’ persino venuta la disidrosi! Come ho già detto ci sono stati due momenti epocali nella mia vita: i Pink Floyd al Parco di Monza (che, da spettatrice, e’ stata la mia Woodstock personale) e il Modena Park 2017 (un’altra Woodstock, ma questa volta ne facevo parte anche io, sul palco!). Più in alto di cosi’ non si può volare!

Di seguito il singolo “Se avessi un figlio:

 

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