Quando si progetta l’illuminazione domestica, non bisogna adottare un approccio superficiale scegliendo a caso le lampadine e considerando solo la loro funzionalità.

I dettagli legati all’illuminazione in casa sono fondamentali per definire l’atmosfera delle varie stanze ed è importante valutarli tenendo conto di alcuni aspetti tecnici.

Uno di questi riguarda la classe di isolamento IP. Quando la si chiama in causa, si inquadra la resistenza dell’involucro alla penetrazione da parte di polvere e liquidi.

Si tratta di un parametro a cui fare molta attenzione soprattutto in ambienti umidi come i bagni.

Lo stesso si può dire per i contesti outdoor, dove gli agenti atmosferici e il contatto con la terra creano condizioni potenzialmente rischiose per l’integrità delle soluzioni di illuminazione.

Elaborato dagli esperti della Commissione Elettrotecnica Nazionale, è valido a livello globale.

Accanto alla sigla IP, è possibile trovare due cifre:

  • La prima, compresa fra 0 e 6, indica il livello di protezione contro la penetrazione da corpi solidi come i granelli di polvere.
  • La seconda, invece, denota il livello di resistenza all’acqua.

Chiarita questa doverosa premessa, non resta che entrare nel vivo dei consigli pratici per scegliere l’illuminazione in ambienti come il bagno e il giardino.

Classe di isolamento IP: le scelte migliori per il bagno

Il bagno, come ben si sa, è un ambiente dove domina l’umidità, un fattore che può mettere a repentaglio il buon funzionamento degli apparecchi illuminanti.

Per proteggerli, è opportuno orientarsi verso luci con una classe di isolamento IP non inferiore a 44.

Essenziale è studiare bene anche il posizionamento: in virtù delle sue peculiarità, il bagno è un ambiente dove non tutti gli angoli sono adatti all’installazione di luci.

Un criterio centrale è quello dell’esposizione all’umidità. In micro zone ni cui è particolarmente alta, per esempio le immediate vicinanze della vasca o della doccia, un valore ideale dell’IP è il 67.

Vicino al lavandino e ad altri rubinetti, sono ottime luci con IP pari a 67. Se si sceglie di collocare una lampadina in una parte del bagno dove possono arrivare giusto pochi spruzzi, ci si può orientare verso lampadine con un IP di 44.

Quando, invece, i problemi legati ad acqua e umidità sono minimi, va benissimo un IP di 20.

Cosa scegliere per il giardino?

L’illuminazione del giardino ha un ruolo fondamentale sia lato estetico, sia per quanto riguarda la sicurezza.

Tra applique orientabili da fissare al muro, luci segnapasso e lampioncini, c’è davvero l’imbarazzo della scelta (per scoprire alcune alternative interessanti, prendi ispirazione dalle proposte di Vivida International, azienda di light design amatissima online).

Quando si parla di IP, anche in questo caso è necessario distinguere tra le varie zone.

Un apparecchio illuminante con IP 21 è perfetto per aree come la veranda, che sono protette dall’acqua.

Un IP pari a 23 è migliore nei casi in cui si ha a che fare con una zona esposta all’acqua. Non è però adatto a contesti dove, invece, le precipitazioni sono rilevanti.

Chi posiziona luci direttamente contro la parete della casa, dalle applique alle plafoniere, può valutare soluzioni con IP pari a 44, ottime per contesti riparati ma non totalmente.

Una luce con IP pari a 67 o 68 è consigliabile in situazioni dove è particolarmente importante proteggere il dispositivo dalla polvere.

Questo range è perfetto anche nei frangenti in cui si cerca la luce perfetta per zone dove possono arrivare dei leggeri spruzzi d’acqua (è il caso, giusto per citare un esempio, dei giardini dove sono presenti fontane e laghetti).

L’IP pari a 68 è il non plus ultra per chi è alla ricerca di luci in grado di resistere a tutte le condizioni atmosferiche, anche ai momenti in cui l’umidità raggiunge livelli molto alti.