Musica

Claudio Baglioni: 10 canzoni da riscoprire “strada facendo”

Nel lontano 1965 un giovane dagli occhiali spessi e con aria da intellettuale, amante dei maglioni neri a collo alto e dei testi di Edgar Allan Poe, riceve la sua prima chitarra. Oggi, 16 maggio, quel giovane compie 72 anni. Claudio Baglioni, 2. 000 concerti e più di 60 milioni di dischi venduti. Riscopriamo alcune delle canzoni di Claudio Baglioni, tra le strade di Roma e gli amori tormentati.

Claudio Baglioni, le canzoni: «È nella semplicità che si vede la profondità possibile di un artista»

1) Questo piccolo grande amore (1972)

La freschezza di un amore che sboccia. Nella gioiosità delle sere d’estate, nelle voglie nascoste tra mani esitanti e nell’innocenza di «canzoni stonate urlate al cielo, lassù». Tra baci «a labbra salate» e «un fuoco, quattro risate», c’è un sentimento che sta crescendo e di fronte al quale si è ansiosi e impreparati. La consapevolezza di essere innamorati spesso arriva troppo tardi. E a quel punto, sapremo “cosa dire e cosa fare”? Baglioni forse ha una risposta.

2) Mia libertà (1972)

Baglioni si rivolge alla libertà, in un ricordo dolce-amaro della spensieratezza: «Libertà risali a ieri, ma ricordo a malapena che eri tutti i miei pensieri, il mio pranzo e la mia cena, libertà mia sola amica, quando avevo tutto e niente e credevo che la gente fosse tutta amica mia». La prima fuga da casa, i giri in moto e la prima sigaretta. Libero dalle donne e dall’amore, tra le corse a Porta Pia, le pizze da sor Pietro e i pomeriggi al cine Oriente.

3) Avrai (1982)

Questa canzone, dedicata al figlio Giovanni, ha una genesi particolare. Fu registrata a Londra in soli due giorni: mentre Paul McCartney giocava a Space Invaders nel suo mercoledì di libertà dalle registrazioni, Baglioni entra nel suo studio per registrare Avrai. Come fossero fotogrammi di un film, Baglioni immagina la vita del figlio. Tra speranza e malinconia, questa canzone diventa promessa e patto “tra chi è al mondo e chi deve ancora arrivare”.

Avrai due lacrime più dolci da seccare
Un sole che si uccide e pescatori di telline
E neve di montagne e pioggia di colline
.

– Estratto da Avrai

4) Amore bello (1973)

«Finisce allora tutto qui, fra poco andrai. Un lento, l’ultimo oramai». La fine di un amore. Chi di noi non ha mai fatto i conti con la consapevolezza che si sta facendo qualcosa insieme per l’ultima volta, prima che le strade si dividano? L’amore è bello, ma spesso fugace. Baglioni ce lo racconta in un concentrato di malinconia.

5) Signora Lia (1970)

Un attimo di trasgressione che diventa rimorso. Un momento di infedeltà che rivela l’amore tradito. Questa canzone racconta la convivenza intima con un errore, nell’avventura di un sogno impossibile che è durato troppo poco. E quindi, Signora Lia, prima o poi bisognerà guardare negli occhi questo marito:

Signora Lia, stasera
piangerai da sola
gli hai negato anche il tuo cuore
senza una parola
.

– Estratto da Signora Lia

6) Poster (1975)

C’è un poster strappato sul muro, che invita a un viaggio in Tunisia. Ed è subito desiderio di scappare, lontano dalla quotidianità. Evasione da una realtà estraniante e indifferente. Un viaggio tutto mentale, quello della fantasia, che colora il grigiore di una routine che procede sempre sugli stessi binari:

E sui binari quanta vita che è passata
E quanta che ne passerà
E due ragazzi stretti stretti
Che si fan promesse per l’eternità
.

– Estratto da Poster

7) Mille giorni di me e di te (1990)

Un amore finisce e stavolta finisce per maturità, perché a volte occorre coraggio per chiudere qualcosa prima che questo qualcosa ci sfinisca. Ancora malinconia con un pizzico di nostalgia, in un testo strappalacrime che è addio e al contempo consacrazione di un ricordo eterno.

Chi mi vorrà dopo di te
si prenderà il tuo armadio
e quel disordine
che tu hai lasciato nei miei fogli
.

– Estratto da Mille giorni di te e di me

8) Quanto ti voglio (1972)

Un giovane soldato è tornato in licenza e ha scoperto di essere stato tradito (o forse ha solo frainteso, chissà). La rabbia che si prova nello scoprire un tradimento è proporzionale all’amore che si vive. Qui c’è il concetto di odi et amo, nella rabbia di non poter comunque smettere di amare. Cosa è cambiato stando distanti? Come si fa a scacciare dalla mente un ricordo che continua a palesarsi continuamente come una diapositiva in loop?

9) La vita è adesso (1985)

Un inno al carpe diem. Siamo qui e ora, e la vita ci scorre nelle vene, tra «pomeriggi appena freschi», «cieli smarginati di speranza» e «silenzi da ascoltare», nell’incertezza del futuro che si affaccia e nel rumore della gente per le strade, nel movimento del vento e nell’immensità del cielo: «E imparerai che per morire ti basterà un tramonto, in una gioia che fa male di più della malinconia, ed in qualunque sera ti troverai, non ti buttare via e non lasciare andare un giorno per ritrovar te stesso».

10) Porta Portese (1972)

«È domenica mattina, si è svegliato già il mercato»: un ragazzo ha ottenuto la licenza militare ed è andato a Porta Portese in cerca dei blue jeans. La canzone è un insieme di piccoli quadretti, tra i banchi del mercato pieni di cianfrusaglie, fotografie e cimeli.

C’è la vecchia che ha sul banco
foto di Papa Giovanni
Lei sta qui da quarant’anni o forse più
E i suoi occhi han visto re
scannati ricchi ed impiegati
Capelloni, ladri, artisti e figli di
.

– Estratto di Porta Portese

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