Musica

Claudio Villa, il Reuccio di Trastevere

Vita sei bella, morte mi fai schifo“. Questo è l’epitaffio impresso per sempre sulla tomba di Claudio Villa nel cimitero di San Sebastiano a Rocca di Papa in Roma. E la sua vita, bella come la città eterna, fu teatro di grandi canzoni che hanno fatto conoscere la musica tradizionale italiana in tutto il mondo. Claudio Villa, il Reuccio della sua Trastevere, e poi di tutta Italia e della musica italiana, ancora oggi suscita nei nostri ricordi una emozione unica.

Claudio Villa e il suo primato al Festival di Sanremo

Claudio Villa è stato uno dei cantanti più importanti nella storia della canzone italiana. Un simbolo di quella canzone tradizionale, melodica, che tanto ha dato alla nostra musica negli anni cinquanta, prima dell’arrivo degli urlatori. Claudio Villa è stato un personaggio, anzi una persona umana ed un cantante indubbiamento dotato, baciato dal talento di saper usare la sua voce in un modo inimitabile e voluminoso. Grande esponente nella storia del Festival di Sanremo, molto spesso ha partecipato alla kermesse con spirito competitivo. Lo viveva come uno vero e proprio sport quell’evento, tanto da non mancare mai un Festival di Sanremo con lui protagonista che non finisse con una grande polemica.

Nell’arco della sua carriera ha venduto 45 milioni di dischi in tutto il mondo. Numeri da capogiro paragonati a quelli di oggi, ma si sà, erano altri tempi. Tempi d’oro per la tradizione oggi tanto dimenticata della musica di stampo italiano. Claudio Villa vanta assieme a Domenico Modugno il primato di quattro alla più famosa kermesse ligure: nel 1955 vinse Sanremo con Buongiorno tristezza; nel 1957 con Corde della mia chitarra; nel 1962 con Addio… addio, proprio in coppia con Modugno e nel 1967 con Non pensare a me.

La battaglia socio-politica contro i fast food a Roma

La sua fama scemò verso il finire degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta. Dotato di una grande voce tenorile, il Reuccio non riuscì mai a rinnovarsi nel suo repertorio, rimanendo un cantante di stampo tradizionale senza mai adeguarsi alle mode. Non a caso, fu spesso oggetto di critiche da parte della stampa. Poco importava, anche nel momento in cui sosteneva battaglie politiche a sfondo sociale, anche quelle molto discusse dall’opinione generale. Di fatti, nel 1986, fu promotore di un movimento contro i fast food, in polemica con l’apertura di vari McDonald’s a Roma.

Una situazione paradossale ma tipicamente italiana, descritta e immortalata dalla foto qui in basso. Il cartello aveva la foto di Clint Eastwood, fiero oppositore dei fast food e recita “Dovresti essere il nostro sindaco“. Parecchi italiani, per assurdo, si misero a fare la fila per entrare nel McDonalds. Di fronte c’era uno stallo che distribuiva piatti della cucina tipica romanesca, ma a quanto pare a niente servì.

Claudio Villa a Roma in occasione della protesta contro l’apertura del McDonald’s – photo credits: La Repubblica

Quella che andò in scena il 20 marzo 1986 in Piazza di Spagna, con la prima apertura di un fast food come il McDonald’s, fu soprattutto una lotta di culture diverse: Da una parte, lo stesso Claudio Villa, Renzo Arbore, Giorgio Bracardi, Renato Nicolini e Valentino, che aveva l’atelier a due passi e temeva la puzza di fritto sulle sue stoffe, e dall’altra una marea di ragazzi e ragazze, paninari e “nati ai bordi di periferia”, arrivati a reclamare il loro pezzetto di sogno americano nella forma tonda e succulenta di un Big Mac. 

Articolo a cura di Gianrenzo Orbassano

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