Si è concluso lo scorso domenica 19 aprile il festival più famoso del web. La 25ª edizione del Coachella si è tenuta, come da tradizione, nella piana di Indio, in California (presso l’Empire Polo Club), e ha visto come protagonisti artisti del calibro di Justin Bieber, Sabrina Carpenter e Karol G. Ogni festival nasce solitamente per celebrare la musica, ma ormai, grazie a Internet, si fa a gara per ottenere la visibilità e le interazioni social legate all’evento. Non si contano, infatti, le aziende che pagano influencer o altri personaggi noti sul web per parteciparvi, offrendo al pubblico una narrazione che va ben oltre i concerti.

Gli influencer sono i nuovi VIP del Coachella

Le celebrità presenti al festival sono sempre le più ricercate e spiate. Il pubblico rimbalza da un social all’altro, da un profilo all’altro, per vedere cosa fanno i più acclamati. Quest’anno, i rumor sul flirt tra Jacob Elordi e Kendall Jenner (avvistati insieme agli after-party) e la presenza di Hailey Bieber, che ha sostenuto il marito Justin insieme al piccolo Jack Blues, hanno attirato l’attenzione di milioni di utenti. Tuttavia, tra il pubblico, la maggioranza è composta da influencer.

Molti, sui social, hanno notato come, spesso, la folla di fronte alla line-up – un sogno per molti fan – resti poco attiva o impegnata a farsi selfie invece di cantare a squarciagola e godersi lo spettacolo. Questo accade perché, per tanti, la partecipazione non è legata alla musica, quanto al lavoro. La loro presenza massiccia sta modificando radicalmente il significato stesso del Coachella, trasformandolo in quelle che molti definiscono le “Olimpiadi degli Influencer”.

I grandi guadagni dei content creator

Durante la partecipazione ai due weekend di aprile, gli influencer possono arrivare a guadagnare cifre da capogiro, con cachet che variano dai 10.000 ai 50.000 dollari e oltre per singolo post o pacchetto promozionale. Gli alti ricavi derivano da contratti di sponsorizzazione con brand di moda, beauty e lifestyle, che vedono nel festival la vetrina perfetta. E non è tutto: oltre a vestiti, gioielli e trucchi, sono sotto sponsorizzazione anche i soggiorni. Molte “star” del web alloggiano in ville spettacolari con piscine olimpioniche e stanze da sogno, usufruendo di trasporti privati di lusso nell’area della Coachella Valley e di Palm Springs, tutto a spese dei brand in cambio di visibilità.

Ragazze che si divertono ad un festival musicale.

Perché parlare di correttezza è strano

Di fronte ai tanti agi offerti agli influencer, molte voci sui social e nel giornalismo parlano di “poca correttezza” e ingiustizia nei confronti dei fan comuni che pagano biglietti carissimi. Ma è davvero così? Un festival, proprio come una sfilata o una cena di gala, è un’occasione di lavoro per queste personalità del web. Oggi, quello del creator è un lavoro agognato da molti: chi non vorrebbe lavorare poco e guadagnare tanto, avendo il controllo sul proprio tempo e partecipando a eventi famosi come il Coachella? Chi risponde di no, nasconde un briciolo di ipocrisia.

Rivedere il concetto di content creator

In realtà, grazie alla presenza degli influencer, il Coachella non perde necessariamente il suo spirito musicale, anzi lo amplifica. Le loro communities permettono una circolazione di informazioni immediata e interattiva che aumenta a dismisura la visibilità del festival a livello globale. Forse, però, per preservare l’anima dell’evento, potrebbe essere utile bilanciare meglio gli accessi, magari abbassando il prezzo dei biglietti per permettere anche a chi ha un reddito medio-basso di vivere l’esperienza sotto il palco, e non solo attraverso uno schermo.

Layla Perroni

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