Conoscere e comprendere il personaggio prima di interpretarlo. Due verbi cardine per il lavoro d’attore e Colin Firth lo sa bene. L’attore britannico ha di recente rilasciato un’intervista in cui ha voluto parlare della difficoltà avuta nel vestire i panni di uomini omosessuali. Nessun pregiudizio nei confronti dell’orientamento sessuale, ma tanta incertezza sulla riuscita ottimale dell’interpretazione.
Pare che Colin Firth non si senta all’altezza di un compito così delicato. La principale paura è quella di non riuscire a cogliere tutte le sfaccettature di ruoli complessi. L’attore ha, infatti, dichiarato: “Non so se sono adatto ad interpretare personaggi gay. Ogni volta che si presenta un ruolo del genere sono sempre attanagliato da mille dubbi. È qualcosa che prendo davvero sul serio e ci penso molto prima di farlo“.
L’attore ha voluto spiegare meglio da cosa derivi questa sua insicurezza: “Ogni volta che mi trovo ad interpretare un personaggio omosessuale, penso che sia una presunzione insopportabile da parte mia. Non sento davvero di avere il diritto di interpretare il personaggio.” Riflessione che deriva dalla precisione maniacale con la quale Colin si prepara ai ruoli interpretati.
L’attore ha, infatti, continuato: “Questo è sempre il punto di partenza. Cosa so della vita di questa persona? Come posso presumere di mettere piede nell’esperienza vissuta di questa persona, figuriamoci provare a rappresentarla?”. Nonostante i comprensibili timori, Colin Firth ha già vestito ruoli simili. Basti pensare alla sua magistrale interpretazione del professore gay George Falcone in “A single Man“, film grazie al quale fu nominato agli Oscar come “Miglior attore protagonista”. L’ultima apparizione cinematografica dell’attore è stata, inoltre, in “Supernova“. Film del 2020 in cui è ampiamente rappresentato l’amore tra i due protagonisti.

Marta Millauro
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