Un nuovo episodio di violenza scuote il già fragile equilibrio del Sud del Libano, riportando in primo piano il tema della sicurezza dei caschi blu delle Nazioni Unite impegnati nella missione Unifil. Un attacco ha colpito la base Unifil che si trova nel sud del Libano nel villaggio di confine di Mais al-Jabal, nel distretto di Marjeyoun, quartier generale di un battaglione del Nepal, ma nessun soldato nepalese è rimasto ferito. Lo riferisce il consolato del Nepal a Beirut, che ha condannato ‘attacco. Al momento non è chiaro chi sia responsabile dell’attacco.
L’installazione colpita si trova nel distretto di Marjayoun ed è un nodo strategico del “Sector East” della missione. In questa porzione di territorio a ridosso della Linea Blu — il tracciato non visibile che dal 2006 separa, più sulla carta che sul terreno, Israele e Libano — il contingente nepalese svolge compiti essenziali: pattugliamenti, osservazione, supporto alle Forze Armate Libanesi e assistenza sanitaria alla popolazione. L’episodio di Mays al-Jabal non è isolato. Appena una settimana prima, il 6 marzo 2026, una postazione Unifil a Qawzah, nel settore occidentale, era stata raggiunta da colpi che avevano provocato il ferimento di alcuni peacekeeper ghanesi. In quell’occasione, le ricostruzioni oscillavano tra l’ipotesi di fuoco deviato e quella di un attacco deliberato, a testimonianza dell’elevato rischio in un fronte dove le versioni ufficiali sono spesso messe in discussione dalle evidenze sul campo.
Dal 2 marzo sono in corso scontri fra Hezbollah e Israele nel sud del Libano, dopo che Hezbollah ha lanciato razzi verso il nord di Israele in risposta al lancio degli attacchi di Israele e Usa contro l’Iran che hanno scatenato la guerra in Medioriente. Le postazioni delle forze di pace nel sud del Libano sono state prese di mira più volte durante gli scontri, l’ultima delle quali il 6 marzo, quando tre persone sono rimaste ferite in una base dell’Unifil.





