Donald Trump, in un’intervista a Fox, ha dichiarato che gli attacchi contro l’Iran proseguiranno fino a quando non sarà lui stesso a decidere di fermarli. Il presidente statunitense ha inoltre sottolineato che, sebbene gli Stati Uniti colpiranno gli obiettivi del settore energetico “prima o poi”, per il momento l’energia sarà lasciata per ultima. Per la prossima settimana, infatti, Trump ha evidenziato che i target dell’offensiva saranno le centrali elettriche e i ponti.
“Alle 15 (ora americana, le 21 in Italia di ieri sera, Ndr) le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno avviato un’ulteriore serie di attacchi contro l’Iran, per continuare a indebolire le capacità iraniane impiegate per colpire il traffico navale commerciale nello Stretto di Hormuz”.
Il comando Usa aggiunge: “Questi attacchi avvengono mentre le forze americane si preparano a ripristinare il blocco navale contro i porti e le aree costiere dell’Iran. Il blocco entrerà in vigore alle 16 (le 22 in Italia di ieri sera, Ndr)”.
Il Corpo delle guardie della Rivoluzione islamica (Irgc) iraniano ha annunciato che lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino alla fine degli “atti di aggressione” statunitensi, secondo una dichiarazione trasmessa dalla televisione di Stato iraniana Irib. Washington ieri ha lanciato una nuova serie di attacchi contro l’Iran e ha ripreso il blocco dei suoi porti. “Le operazioni di rappresaglia dei combattenti continueranno e lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a quando gli Stati Uniti non cesseranno i loro atti di aggressione” ha affermato l’Irgc.
Trump nella Situation Room, piani per un’offensiva più ampia contro l’Iran
Donald Trump ha tenuto una riunione nella Situation Room per discutere una massiccia offensiva contro l’Iran, che, secondo tre fonti a conoscenza dei fatti, avrà una portata più ampia rispetto agli attuali attacchi nell’area dello Stretto di Hormuz. Lo rivela Axios. Il Commander in chief era affiancato dal suo principale team per la sicurezza nazionale, tra cui il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth, il capo degli Stati Maggiori riuniti, generale Dan Caine, il direttore della Cia John Ratcliffe, l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e altri alti funzionari. Le fonti hanno affermato che la riunione si è concentrata su nuovi piani per attacchi devastanti contro obiettivi strategici in Iran, oltre alle operazioni già in corso contro obiettivi iraniani nell’area dello Stretto di Hormuz.





