La petroliera Rich Starry‘, di proprietà cinese e con bandiera del Malawi, ha completato l’attraversamento dello Stretto di Hormuz dopo il blocco imposto dagli Stati Uniti. È quanto appare dai dati di tracciamento navale del sito MarineTraffic.

La nave, lunga 188 metri e larga 29 metri, è partita ieri dall’ancoraggio di Sharjah (Emirati Arabi Uniti) e naviga (velocità 8 nodi) a pieno carico, con un pescaggio segnalato di 11,3 metri, indicando la Cina come destinazione. Ieri aveva fatto dietro-front e rinunciato a uscire dal Golfo Persico, mentre ora sta facendo ingresso nel Golfo dell’Oman.

La nave trasporta circa 250 mila barili di metanolo, era partita dall’ancoraggio di Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, ed è diretta in Cina. Il dato che pesa davvero, però, è un altro: sia l’unità sia il suo armatore, Shanghai Xuanrun Shipping, risultano sanzionati da Washington per rapporti con l’Iran. Il giorno in cui il blocco è entrato in vigore, la stessa nave aveva invertito la rotta avvicinandosi allo stretto; poi ha proseguito. E non è detto che resti un caso isolato: un’altra nave sanzionata, la Murlikishan, risulta diretta verso l’area.

Pechino ha definito, infatti, il blocco contrario agli interessi della comunità internazionale e ha chiesto moderazione, lasciando intendere che la crisi non può essere gestita solo con una prova muscolare americana. Anche il Regno Unito si è sfilato: Keir Starmer, primo ministro britannico, ha escluso il coinvolgimento di Londra nell’operazione e ha insistito sulla necessità di riaprire completamente lo stretto. Il risultato è un fronte occidentale meno compatto di quanto Washington vorrebbe e una Cina che, più che protestare soltanto, sembra misurare sul campo la tenuta della pressione statunitense.