Cinema

“Com’era verde la mia valle”, i controversi Oscar a John Ford

Benvenuti nell’universo cinematografico di Movie Award. Andremo indietro nel tempo a Los Angeles alla scoperta di un film che ha vinto l‘Oscar. Parleremo di un’edizione controversa come quella del 1942 e di un grande maestro del cinema. Abbiamo dedicato la puntata di oggi a “Com’era verde la mia valle” di John Ford

“Se inquadro un chiodo su una parete, prima o poi devo appenderci un cappello.”

In questa frase fordiana è racchiuso uno dei segreti dello stile cinematografico di John Ford come l’attenzione maniacale per i dettagli. A questi si univano straordinari totali e primi piani che venivano ripresi da più angolazioni per dare una tensione vivida alla scena. Elementi questi che troviamo soprattutto nei suoi western ma che Ford ha saputo trasportare anche nelle sue pellicole più letterarie e drammatiche tra cui “Com’era verde la mia valle”. Film maggiormente riconosciuti dall’Academy con diversi premi alla regia come “Furore” rispetto ai più famosi western.

“Com’era verde la mia valle”, tra realismo e polemica sociale

Il trailer di Com’era verde la mia valle, fonte Cinematik.it

Se nel precedente “Furore” Ford si era mosso soprattutto nell’ambito della polemica sociale con “Com’era verde la mia valle” fece posto ad un realismo più vivido che va oltre la semplice ideologia. Il progressista Ford si schiera sempre dalla parte degli ultimi raccontando la disgregazione di una famiglia patriarcale dovuta a continui accadimenti negativi. Ciò nonostante il grande regista americano ci racconta perfettamente il valore della dimensione familiare e della solidarietà in una comunità dei lavoratori che si mantengono intatti oltre la fine di un’epoca.

La vittoria agli Oscar e il caso Quarto potere.

“Com’era verde la mia valle” ottenne nel 1942 5 Oscar tra cui quello a miglior film. La pellicola di Ford riuscì a sbaragliare l’agguerrita concorrenza facendo incetta di premi nonostante per diversi critici non fosse una delle sue migliori. Bisogna anche dire che quello era l’anno di un capolavoro che ha fatto la storia del cinema come “Quarto potere” di Orson Wells. Una pellicola bersagliata da critiche e boicottaggi perchè raccontava una storia troppo simile a quella del miliardario William Randolph Hearst. Un film leggendario che dovette purtroppo accontentarsi di un controverso Oscar alla sceneggiatura scritta da Welles e Herman Mankiewicz i cui retroscena sono perfettamente raccontati nel film “Mank” di David Fincher.

Stefano Delle Cave

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Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.

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