Pallavolo

Ripresa sport, l’allarme del Comitato 4.0 e il primo passo del Governo

L’Italia sta cercando di ripartire dopo l’emergenza sanitaria e con essa lo sport. La ripresa dello sport italiano potrebbe però non essere sufficiente a salvare interi movimenti, che faticano a sostenere i costi per rispettare i protocolli e non beneficiano degli introiti di abbonamenti e biglietti. Da qui l’allarme del Comitato 4.0, che sottolinea come la situazione nella prossima stagione potrebbe diventare insostenibile.

L’allarme del Comitato 4.0

Il Comitato 4.0 lancia l’allarme per la “ripresa” di settembre. In autunno infatti la situazione potrebbe entrare in una fase ancor più drammatica. Già ora migliaia di società faticano a rimanere a galla e con tutto l’indotto economico ed occupazionale che ruota attorno allo sport di vertice. Le leghe di basket e pallavolo (maschili e femminili), la lega di Serie C di calcio e l’atletica sono fortemente preoccupate per i prossimi mesi. Di seguito le affermazioni del Comitato 4.0, rese note il 5 agosto scorso.

Non sentiamo ancora parlare delle riaperture di stadi e di palazzetti al pubblico, da un lato, e dall’altro abbiamo protocolli o troppo rigidi – pensiamo all’obbligo di quarantena per gli atleti che provengono dall’estero – oppure che non tengono conto delle specificità di ogni disciplina e delle mutate condizioni dell’emergenza sanitaria. Capiamo la prudenza ma il nostro è un problema serissimo. Palazzetti e stadi a settembre non sembra avranno la possibilità di riaprire, seppur parzialmente, al pubblico e le sponsorizzazioni nei confronti dei club sono ai minimi termini

Comitato 4.0
Volleyball – Photo Credit: Lega Pallavolo Offcial Facebook Account

Al Governo chiediamo che intervenga adesso, pianificando il da farsi, con la definizione di un percorso, come avvenuto in altri settori della nostra vita quotidiana per l’effettiva ripartenza, e introducendo misure a sostegno delle nostre società, come il credito di imposta sulle sponsorizzazioni, che abbia un plafond sufficiente per assicurare efficacia e concretezza all’intervento. Non c’è più tempo, il comparto economico ed occupazionale rischia il collasso. E con esso, tutto l’indotto sociale. In autunno a queste difficoltà enormi si aggiungerà il pagamento di quanto rinviato per tributi e tassazioni e la situazione potrebbe diventare non sopportabile per il comparto sport

Qualcosa nel frattempo è cambiato…

Il DPCM di agosto ha però introdotto alcune importanti novità che aiuteranno lo sport a ripartire. Infatti, è stata approvata la proposta del Comitato 4.0 per quanto riguarda il credito di imposta sulle sponsorizzazioni sportive. Inoltre, il ministro Spadafora ha assicurato di stare lavorando alla riapertura di stadi e palazzetti. In particolare, Spadafora ha anticipato in un post Facebook, da noi precedentemente riportato, che dall’1 settembre sarà consentita la presenza di un massimo di 200 spettatori al chiuso e 1000 all’aperto. Questi limiti numerici potrebbero poi essere modificati dai Governatori delle regioni in base all’andamento epidemiologico del territorio di competenza. Di seguito l’entusiasmo del Comitato 4.0 in seguito all’approvazione del credito di imposta sulle sponsorizzazioni.

Oggi finalmente tiriamo un sospiro di sollievo, dietro l’approvazione di questa misura c’è tanto lavoro, lo dobbiamo alle migliaia di società che rappresentiamo sul territorio. Nostro compito è sostenerle, soprattutto in un periodo complesso come quello che stiamo vivendo. Siamo soddisfatti, e teniamo a ringraziare il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che è entrato nel merito del provvedimento, comprendendo il valore dello sport nel sistema economico e produttivo del paese. Ringraziamo il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora che ha saputo dare la giusta rilevanza alle necessità degli sport olimpionici. Ringraziamo i parlamentari che abbiamo incontrato, che hanno compreso le nostre difficoltà rispondendo con grande attenzione” sostiene il Comitato 4.0.

La speranza è che si continui in questa direzione

Ora attendiamo il provvedimento finale, auspicando, e non abbiamo motivo di dubitarne, che sia in linea con quanto il Governo ci ha indicato, e andiamo avanti sulle prossime sfide, in modo unitario e coeso. In particolare, chiediamo che a settembre stadi e palazzetti possano riaprire al pubblico, secondo regole e procedure definite, e che i protocolli sanitari tengano conto delle specificità dei diversi sport. Su questi aspetti attendiamo, nel rispetto della situazione epidemiologica, con la convinzione che lo sport deve riaprire“.

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