Basket

Baron Davis, il barone rampante

Nel giorno del suo quarantunesimo compleanno ci focalizziamo sulla vita e sulla carriera di un grande cestista, entrato in NBA nei primi anni 2000. Oggi faremo un viaggio nella vita del Barone, Baron Davis.

Baron Davis e l’inizio della carriera

Baron Davis a UCLA. Photo by Aubrey Washington/Getty Images

Baron Davis nacque a Compton, una delle città più famose della contea di Los Angeles, il 13 aprile 1979. Inizia a giocare a pallacanestro all’età di 3 anni, e deve essere stato amore a prima vista. Frequenta il Crossroads High School, situato a Santa Monica, e diventa una vera e propria star tra i reclutatori delle Università.

Sugli occhi di Baron Davis infatti si posano gli occhi di tante Università famose, tra le quali Kansas, Georgia Tech, Duke ed UCLA. Davis sceglie di restare vicino alla propria famiglia ed approda così ad UCLA.

Nei due anni in maglia Bruins mantiene una media di 13.6 punti e 5.1 assist. Purtroppo durante il suo primo anno, quello da freshman, si infortuna al legamento crociato anteriore del ginocchio, costringendolo a rimanere un anno in più ad UCLA per recuperare.

Davis ovviamente ritorna in campo con la stessa esplosività di prima, e dopo la sua annata da sophomore con i Bruins si dichiara eleggibile per il Draft NBA del 1999.

Baron Davis sbarca in NBA

Baron Davis in maglia Charlotte Hornets. Photo By hornets30.com

Baron Davis venne selezionato dagli Charlotte Hornets con la terza scelta assoluta nel Draft NBA del 1999. Durante il primo anno Davis gioca da riserva per poi scalare sempre più le rotazioni nelle stagioni successive. Con lui gli Hornets raggiungono sempre i Playoffs, ma vengono sempre eliminati al primo turno.

Il 2002 sembra essere il suo anno di grazia, infatti viene chiamato per la partita delle stelle, l’All-Star Game, per sostituire l’infortunato Vince Carter. In estate poi viene selezionato da Team USA per prendere parte ai mondiali di pallacanestro.

Proprio in quell’anno la franchigia degli Hornets si trasferisce a New Orleans, e la sfortuna sembra accanirsi sul Barone. Le ultime due stagioni in maglia Hornets per Davis sembrano essere stregate. Il Barone infatti è attanagliato dagli infortuni e salta parecchie partite: gioca infatti 50 partite nella prima stagione e 67 nella seconda. Durante la sua ultima stagione gioca solamente 18 partite con gli Hornets, prima di cambiare casacca ed approdare ai Golden State Warriors.

Baron Davis alla guida dei Warriors

E’ il 24 febbraio il primo giorno da nuovo giocatore Warriors di Baron Davis. Davis arriva a Golden State in cambio di Speedy Claxton e Dale Davis, a causa anche dei troppi infortuni avuti.

Ma il talento di Baron Davis rimane sempre cristallino, e si ambienta benissimo in casa Warriors. Nonostante le prestazioni di Davis le prime due stagioni in maglia Warriors non vanno benissimo. Per questo la dirigenza della squadra decide di assumere un grande allenatore come Don Nelson, il quale riesce a svoltare la squadra.

La stagione perfetta di Davis

Baron Davis festeggia coi tifosi Warriors. Photo by Jed Jacobsohn/Getty Images

La stagione 2006/2007 infatti molto probabilmente fu la migliore in carriera di Baron Davis. Il sistema di gioco di coach Don Nelson sembrava calzare a pennello per il Barone. Nonostante qualche infortunio al ginocchio Davis guidò comunque i Warriors, che tornarono a disputare i Playoffs NBA per la prima volta dal 1994.

Al primo turno i Golden State Warriors, qualificati come ottavi nella Western Conference, fecero la storia, ed eliminarono per 4-2 i Dallas Mavericks, primi nella Conference a fine Regular Season. Quei Warriors furono la prima squadra numero 8 ad eliminare una numero 1 da quando le serie di Playoffs passarono al meglio delle 7 partite.

Si trattò anche numericamente di una delle più grandi imprese nella storia dei Playoffs, per la differenza di vittorie delle due squadre in Regular Season. I Dallas Mavericks terminarono la stagione con un record di 67-15, mentre Golden State con 42-40: ben 25 vittorie di differenza. In tutto ciò Baron Davis mantenne una media super di 25 punti a partita.

Fu una cavalcata Playoffs sensazionale per il nativo di Compton: tra le migliori giocate non possiamo dimenticare una schiacciata incredibile rifilata ad Andrei Kirilenko, oltre a layup acrobatici e tiri da metà campo a fil di sirena.

Il cammino di Golden State però si interruppe solo al secondo turno proprio contro gli Utah Jazz di Andrei Kirilenko, che trionfarono per 4-1 nella serie. Le medie di Davis a fine Playoffs lasciano ancora a bocca aperta: 25.3 punti, 6.5 assist, 2.9 palle rubate e 4.5 rimbalzi a partita per il nuovo faro dei Warriors.

Nella stagione successiva i Golden State Warriors rimasero fuori dai Playoffs nonostante un record di 48-34: Davis durante quella stagione riuscì ad evitare qualunque tipo di infortunio, e a mantenere medie di tutto rispetto (21.8 punti, 7.6 assist, 2.3 palle rubate e 4.6 rimbalzi), ma malauguratamente non riuscì a centrare l’obiettivo Playoffs.

La fine della carriera NBA

Baron Davis in maglia New York Knicks. Photo by Chris Chambers/Getty Images

Alla fine della stagione 2008 Baron Davis decide di cambiare squadra, e all’apertura della Free Agency NBA firma per i Los Angeles Clippers. E’ qui che comincia la parabola discendente di Davis: nonostante l’infinita classe del Barone il suo tallone d’Achille torna spesso a bussare alla porta, ovvero gli infortuni.

Dopo due stagioni e mezzo ai Clippers, dove raggiunge quota 5000 assist in carriera e viene anche ricordato per aver servito la palla a Blake Griffin durante lo Slam Dunk Contest, Baron Davis viene scambiato ai Cleveland Cavaliers.

Nonostante delle buonissime prestazione in una Cleveland post LeBron allo sfacelo Baron Davis viene tagliato durante le stagione 2011/2012. Il Barone però si rifà subito, e firma per i New York Knicks nel dicembre 2011.

Davis infatti sigla un contratto annuale con la franchigia della Grande Mela, e prende subito il posto da titolare a causa dell’infortunio di Jeremy Lin. Il nuovo acquisto di New York prende parte anche ai Playoffs, ma Gara 4 del primo turno sembra essere la pietra tombale sulla sua carriera NBA. Durante la partita coi Miami Heat infatti arriva l’ennesimo grave infortunio della carriera di Davis, il quale si rompe il legamento crociato anteriore e mediale del ginocchio destro.

Quella partita di Playoffs contro i Miami è praticamente l’ultima partita giocata da Baron Davis in NBA. Quattro anni dopo, nel marzo del 2016, Davis torna a giocare in D-League, la lega di sviluppo della NBA. Il Barone firmò per i Delaware 87ers, squadra affiliata ai Philadelphia 76ers. Giocò le ultime sei partite della stagione, e totalizzò medie di 12.8 punti, 2.5 rimbalzi, 3.5 assist e 1.2 palle rubate a partita.

Baron Davis e la sua più celebre giocata.

Si può dire che la carriera di Baron Davis sia stata macchiata da troppi infortuni, che ci hanno privato costantemente di una grande talento. Ma noi ci ricorderemo per sempre del Barone rampante, nella più famosa giocata della sua carriera.

Seguici su Facebook, su Il Basket di Metropolitan e su Twitter!

Back to top button