Cultura

Comte, la nascita del Positivismo

Auguste Comte nasce il 19 Gennaio del 1798, è considerato il padre del Positivismo. Il termine trae la sua radice dal latino positum, dal verbo ponĕre, che si può tradurre con “ciò che viene posto”. Il pensiero del filosofo, quindi pone, appunto, le sue fondamenta sulla realtà che viene proposta all’individuo sottoforma di fenomeni tangibili e razionalmente riconosciuti. La scienza è la guida del pensiero positivista: tutto ciò che riguarda il mondo dell’immanenza risulterà oggetto di studio.

Ordine e Progresso

Auguste Comte, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2016/10/comte-photo-hulton-archive-getty-images-1240-2.jpg
Auguste Comte © sociologicamente.it

Il pensiero positivista si innesta in un’Europa che sta vivendo un periodo di cambiamento radicale della sua realtà sociale e culturale. La tecnica e la scienza portano l’industrializzazione a livelli di innovazione assai rapidi rispetto ai passi fatti in precedenza; la borghesia in ascesa si afferma come colonna portante dell’economia delle potenze europee, prima fra tutte la Gran Bretagna che porterà agli estremi il pensiero della teoria liberista. La classe operaia, di contro, inizia ad emergere come realtà umana e sociale determinata e compatta. Le potenze del Vecchio Continente stavano raccogliendo i propri pezzi della Rivoluzione Francese e del periodo Napoleonico grazie alla Restaurazione. Inoltre le filosofie metafisiche ed esistenzialiste hanno, in questo periodo di pieno Romanticismo, trovato un loro terreno fertile presso i pensatori della prima metà del XIX secolo. Insomma, l’Europa è un crocevia in fermento di contraddizioni. Secondo Comte l’unica salvezza può essere una sistematicità data da una forte aderenza alle scienze esatte, quali la tecnica e la matematica ad esempio, tutto ciò che è osservabile, è degno di affidabilità ontologica

Comte, la Sociologia come sistema scientifico

Uno dei fenomeni peculiari dell’inizio del XIX Secolo è proprio quello sociale: stratificazioni e cambiamenti avvengono con modalità se non repentine, assai celeri. Auguste Comte intuisce l’importanza del divenire umano dell’epoca e inizia a studiare la società come un oggetto scientifico. Ne analizza gli strati esterni e i fenomeni interni e soprattutto il processo storico che ha portato la società del tempo a quello stato contingente individuando tre stadi evolutivi:

  • Stadio Teologico: la società è sotto un regime militare-teologico. Impera una religione positiva precettiva in cui il potere spirituale è affidato ai prelati e agli alti ranghi della Chiesa Cattolica. Il potere temporale è affidato invece a potenze militari, come Imperi e altre forme di poteri assoluti. La guerra e il mito, sono, pertanto gli strumenti dell’egemonia. È la minore età dell’uomo di kantiana ispirazione.
  • Stadio metafisico: è uno stato di transizione di profonda critica verso le realtà che poi verrano dette di Anciene Regime e verso una teologia superstiziosa. Si apre ad una metafisica esistenzialista volta alla valorizzazione della forza soggettiva
  • Stadio Positivo ( o Scientifico): è l’epoca di Comte. Una società in pieno rinnovamento. La Chiesa Cattolica è sostituita dalle maestranze intellettuali degli scienziati e soprattutto dei sociologi. I poteri assoluti ormai in decadimento verranno adombrati dalla potenza economica degli industriali. Non più la conquista come fine ma la produzione.

Cos’è il Positivismo?

Il Discours sur l’esprit positif (1844) di Auguste Comte da una chiave di lettura sul definire cosa è lo spirito del pensiero positivista, conferendo dignità filosofica alla corrente di pensiero.

Il filosofo identifica cinque realtà della ragion d’essere del Positivismo. La prima è il Reale, in opposizione all’intangibile metafisica che ormai era stata ampiamente esplorata. La seconda definizione è lUtile, è la profonda pragmaticità che contraddistingue una società industriale orientata ad una ingente e indefessa produzione. L’otium literarium ormai è prerogativa di datati metafisici. La terza accezione è il Certo, in contrapposizione a dilanianti aneliti e dubbi di natura esistenzialista. Si mette da parte un aut-aut di ispirazione kirkegardiana per sostituire un logico e consequenziale vel-vel. Un quarto elemento costitutivo è il Preciso, l’essenza del metodo scientifico. Tesi, osservazione, verificabilità, risultato. Nulla a che vedere con vagheggianti elucubrazioni circa l’esistenza di un’autorità metafisica aprioristicamente ordinata. Infine l’accezione del Positivo, a sottolineare che l’intento del nuovo sistema filosofico non è quello di distruggere una realtà precostituita bensì di organizzare attraverso un progresso tecnico scientifico la realtà dell’uomo ormai oberata da metafisiche aleatorie e poteri assolutistici di sacrale giustificazione.

La società Positiva e le sue critiche

La società deve avere una realtà teleologica, quindi come proposta di peculiari finalità, fondata sull’osservabilità scientifica. Molte scienze secondo Comte devono ancora raggiungere il loro stadio Positivo, tuttavia, la Sociologia, neonata disciplina, si determina già con l’intrinseca natura di muoversi secondo i dettami del pensiero Positivista.

Per quanto le proposte di Comte trovarono un’acclamazione notevole, soprattutto da parte di una classe sociale promotrice di uno strenuo Liberismo, non faticò a trovare degli autorevoli oppositori, primi tra questi, il filosofo tedesco di ispirazione nichilista Friedrich Nietzsche. Egli definisce il Positivismo come malattia dello spirito. Coloro i quali si affidano ciecamente alla certezza scientifica non fanno altro che sfuggire ad un timore malcelato nei confronti dell’esistenza. L’ordine scientifico è sublimazione della paura di un caos quotidiano, ineluttabile. Inoltre osserva che la realtà matematica è essa stessa un presupposto metafisico dettata dalla pericolosa convinzione di una assoluta utilità della conoscenza. Senza colpo ferire mette in crisi la concezione stessa del tempo scientifico: un tempo lineare e in continuo divenire, per giunta di ispirazione ebraico-cristiana (non è forse più afferente ad uno stadio Teologico?),viene contrapposto ad un eterno ritorno in un tempo ciclico e in un continuo reiterarsi di se stesso. L’uomo scientifico è contrapposto all‘oltreuomo (Übermensch), capace di sopravvivere all’inesorabile ciclicità del tempo. Il progresso come cieca verità non ha più senso di esistere.

Paolo de Jorio

Seguici su Google News

Back to top button