Dopo le sue dimissioni, Keir Starmer ha incontrato Andy Burnham per la prima volta per definire la transizione di potere; tuttavia, secondo diversi insider, il colloquio tra i due sarebbe stato gelido. Il Primo Ministro uscente ha permesso che il suo probabile successore avvii dei colloqui con la pubblica amministrazione per agevolare il suo passaggio di consegne ma, all’interno della sua cerchia ristretta, serpeggia un profondo risentimento nei confronti dell’ex sindaco di Manchester per aver estromesso il premier.

Una fonte interna ha suggerito che le tensioni emerse durante il meeting –svoltosi lontano dal numero 10 di Downing Street e durato circa un’ora– siano indicative del rapporto non proprio cordiale tra le due parti. «Keir ha dimostrato più volte di mettere al primo posto gli interessi del Paese, ma è giusto dire che l’incontro non è stato dei più cordiali. Anzi, gelido», ha aggiunto.

Keir Starmer ha imposto una transizione breve ad Andy Burnham (che, invece, sperava di avere più tempo a disposizione

Gli alleati di Starmer hanno rivelato che, sebbene l’ex leader fosse seriamente intenzionato a garantire un passaggio di consegne ordinato, non si è fatto scrupoli a negare a Burnham –che inizialmente sperava di assumere l’incarico a settembre– un lungo periodo di transizione per prepararsi al governo. «C’era una forte pressione da parte del gruppo di Burnham per ottenere più tempo. Ma perché dovrebbero dire a Keir che lo vogliono fuori e poi aspettarsi che gestisca la situazione durante un’estate potenzialmente difficile? Keir collaborerà sicuramente alla transizione, ma a denti stretti», ha detto uno di loro. Alcuni membri del team di Burnham, invece, sono preoccupati per i tempi ristretti. «I precedenti hanno avuto anni per prepararsi e hanno comunque combinato un disastro. Noi dovremo fare tutto in tre settimane», ha spiegato una fonte autorevole. «La durata della transizione servirà a far riflettere».

Starmer ha comunicato al gabinetto di voler «risolvere le questioni più spinose» prima di lasciare il numero 10 di Downing Street. A dimostrazione della sua determinazione a pubblicare il piano di investimenti per la difesa prima di essere sostituito, ha affermato che il suo compito sarà quello di risolvere i problemi in sospeso nelle settimane che gli restano in carica. Il suo portavoce, tuttavia, ha dichiarato che il Primo Ministro ha concordato che non ci saranno «nuovi impegni politici o di spesa importanti» prima delle sue dimissioni, che potrebbero vincolare l’azione del suo successore. Ciò non include il piano di difesa, che il premier considera ormai definito.

Il possibile programma di governo di Burnham

Alcuni deputati Laburisti, in ogni caso, rimangono scettici su Burnham. «È totalmente impreparato e si sta dirigendo dritto verso una tempesta», ha chiosato uno di loro. Un altro ha sottolineato come sia «gravemente privo di poteri» in materia di politica estera e difesa. I suoi alleati, al contrario, sottolineano la sua esperienza come ministro –al Tesoro e ai ministeri della Cultura e della Sanità– nonché i suoi nove anni come sindaco della Greater Manchester, e affermano che i team di transizione e di elaborazione delle politiche sono operativi da settimane.

Il suo team ritiene di poter «integrarsi» nel programma del governo Starmer poiché, a differenza di quanto accadrebbe entrando al potere subito dopo le elezioni, una parte significativa del lavoro è già in corso. Tuttavia, hanno affermato che gran parte di questo lavoro è stato «sottodimensionato» e che dovranno impegnarsi maggiormente per dimostrare al Paese che stanno apportando cambiamenti concreti. Secondo una fonte, Burnham riesaminerà anche il programma elettorale laburista e valuterà le aree in cui il suo esecutivo potrebbe essere più audace. Un’altra sostiene che l’attenzione si concentrerà su quattro aree chiave per il futuro del Regno Unito: accessibilità economica, decentramento, reinserimento dei giovani nel mondo del lavoro e fine dell’alloggio dei richiedenti asilo in case condivise.

Federica Checchia