Siamo nel 1971 e al Madison Square Garden di New York andò in scena il primo concerto di beneficenza della storia del rock, “The Concert for Bangladesh“. Fautore di tale evento, George Harrison, chitarrista dei The Beatles, che volle fortemente questo concerto benefico. “The Concert for Bangladesh è il rock che raggiunge la maturità” così parlò in merito John Landau, noto produttore discogafico.

George Harrison e Bob Dylan insieme per "The Concert for Bangladesh" 1971 - Photo credits: web
George Harrison e Bob Dylan insieme per “The Concert for Bangladesh” 1971 – Photo credits: web

The Concert for Bangladesh” si tenne il 1 Agosto 1971 con due concerti, uno pomeridiano e l’altro serale, in cui si esibirono oltre a George Harrison anche Eric Clapton, Bob Dylan, Ringo Starr, Billy Preston, Leon Russell e Ravi Shankar. Per la prima volta nella storia e nel mondo del rock si organizzò una causa di beneficenza e, come disse Bob Geldof, quell’evento fu pioniere dei concerti di beneficenza, compreso il Live Aid da lui organizzato. Da ricordare che questo concerto fu realizzato un anno dopo lo scioglimento della band di Harrison, i The Beatles. In molti, all’epoca, ipotizzarono al tempo una loro reunion proprio in occasione di questa storica giornata. Evento che, purtroppo, per i fans dei Fab Four, non si verificò. Essendo stato messo al corrente dall’amico Ravi Shankar a proposito delle pessime condizioni delle popolazioni bengalesi, George Harrison organizzò in poco tempo un evento senza precedenti.

Trailer del concerto di beneficenza “The Concert for Bangladesh”

Nella conferenza stampa per presentare al grande pubblico l’evento, George Harrison annunciò la registrazione di un album dedicato proprio alla speciale occasione. Album che uscì solo il 20 Dicembre del 1971, prodotto in collaborazione con Phil Spector.

Copertina dell'album "The Concert for Bangladesh" - Photo credits: Google
Copertina dell’album “The Concert for Bangladesh” – Photo credits: Google

Come è nato questo concerto: Ravi Shankar e l’impegno civile

Ravi Shankar, maestro di sitar e di cultura indiana di George, sconvolto dai terribili eventi che accadevano nel suo Paese, si rivolse al suo allievo per trovare un modo di aiutare i profughi. La guerra civile in Pakistan aveva provocato l’esodo di dieci milioni di profughi in India. Un milione di persone erano morte di malattie o di fame e c’erano innumerevoli bambini orfani. Ravi aveva in mente un concerto di dimensioni modeste, con il quale aveva sperato di raccogliere una cifra intorno alle 25.000 sterline. Ma George ancora una volta dimostrò le sue capacità imprenditoriali, mirando ad un concerto ambizioso e brillante, che avrebbe prodotto un set di tre album ricordo, uno special televisivo ed un film. (dichiarazione citata da thebeatcircus.it)

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