In Inghilterra, un tribunale ha condannato Julia Wandelt, ventiquattro anni, a sei mesi di detenzione per molestie ai danni della famiglia di Madeleine McCann, la bambina sparita nel 2007 e mai ritrovata. La donna, di origini polacche, aveva ricevuto una denuncia per aver finto di essere la bimba scomparsa e per aver provato ossessivamente a contattare i genitori della piccola, presentandosi più volte davanti alla loro abitazione.
La ventiquattrenne ha continuato a sostenere con insistenza di essere Madeleine per tutta la durata del processo. Una perizia, presentata durante un’udienza, ha invece confermato l’assoluta estraneità di Wandelt rispetto alla famiglia McCann. I giudici non hanno riconosciuto l’accusa di stalking, inizialmente ipotizzata. Scontato il periodo in custodia cautelare, la donna non dovrà restare in carcere.
La scomparsa di Madeleine McCann
Madeleine McCann scomparve la sera del 3 maggio del 2007 in un albergo di Praia da Luz, nel sud del Portogallo, dove si trovava in vacanza con la famiglia. In merito alla sua misteriosa sparizione, nel tempo la polizia e la stampa hanno avanzato le ipotesi più disparate, incluso un possibile coinvolgimento dei genitori. Pochi anni fa, nel 2020, Christian Brüeckner, un cittadino tedesco con precedenti penali per reati sessuali, è stato formalmente accusato per la scomparsa della piccola. Nel 2007, l’uomo viveva nei pressi della struttura in cui McCann si trovava insieme ai genitori e ai fratelli.
Tra le altre cose, nel 2005, Brücekner era stato accusato di aver violentato una donna americana di settantadue anni proprio Praia da Luz. All’epoca, però, aveva evitato l’incriminazione e il processo per mancanza di prove. La condanna è arrivata soltanto nel dicembre del 2019, quando un nuovo esame del DNA ha dimostrato la presenza di sue tracce organiche nel letto della signora. Nonostante per molti lui sia l’effettivo colpevole, riguardo alla sparizione di Madeleine si è sempre dichiarato innocente.
Federica Checchia





